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Tolstoj: "Siamo solo all'inizio. Rispediremo l'Ucraina nel diciottesimo secolo"

Corriere della Sera, Marco Imarisio, 25 novembre 2022

Redazione InPiù 25/11/2022

Tolstoj: Tolstoj: "Siamo solo all'inizio. Rispediremo l'Ucraina nel diciottesimo secolo" «A voi occidentali manca il senso della storia». Esistono le speranze di questa parte del mondo, su fratture e divisioni interne alla politica e agli apparati russi. E poi cè il ruvido pragmatismo di Pjotr Tolstoj, trisnipote del grande scrittore, vicepresidente della Duma, falco tra i falchi, fedelissimo alla linea più dura, intervistato da Marco Imarisio sul Corriere della Sera di venerdì 25 novembre 2022. Non raccoglie le obiezioni, ripete le sue tesi di matrice ultranazionalista, che a casa propria gli valgono una notevole popolarità, tale da farlo indicare da alcuni analisti come futuro capo di qualche ministero importante. «Basta guardare ai conflitti dei secoli scorsi tra Russia ed Europa per capire».Cosa intende?
«Nell’Ottocento eravamo a Parigi, nel Novecento a Berlino. Quindi, l’unico punto di mediazione è la nostra bandiera su Kiev. Poi vedremo».
Perché allora la Russia sembra così in difficoltà?
«Questo è un film che si sta facendo l’Occidente. In qualsiasi guerra si verificano periodi di vittorie, momenti di arretramenti e di ridislocazione delle forze prima dell’inverno. La verità è che siamo solo agli inizi. Ma arriveremo ad annientare il nemico».
 
Privandolo di luce, gas e acqua con le bombe su obiettivi civili?
«Poche settimane fa cantavate vittoria. Adesso vi lamentate per la nostra strategia, che mi sembra efficace e lecita. Abbattendo ogni sua infrastruttura, rispediremo l’Ucraina nel diciottesimo secolo».
Dopo il ritiro da Kherson è l’unico modo per vincere?
«Quello non fu un trionfo dell’Ucraina, come è stato presentato, bensì una nostra tattica per raccogliere le forze e non consentire eccessive vittime.Ma secondo la Costituzione russa Kherson è parte della Federazione Russa e non ho dubbi che tornerà ad esserlo. Come molte altre città della ex Ucraina».
Non teme l’instabilità dei confini russi dopo la fine dell’Operazione militare speciale? «Quando tutto sarà finito, credo che nascerà un sistema di sicurezza internazionale diverso. I miti occidentali sulla vittoria definitiva nella Guerra fredda e l’espansione della Nato faranno parte del passato. Sono abbastanza sicuro del fatto che a decidere gli assetti futuri sarà la prossima generazione di politici. Tutti gli attuali leader dell’Europa verranno accantonati, dopo che la loro posizione nel conflitto ha portato un enorme degrado economico ai loro Paesi».
Leggi l'intervista completa sul sito di InPiù
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