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David Card: “I rialzi dei tassi creano nuovi poveri, non è il momento di abolire i sussidi”

Giuliano Balestreri, La Stampa, 4 novembre 2022

Redazione InPiù 04/11/2022

David Card: “I rialzi dei tassi creano nuovi poveri, non è il momento di abolire i sussidi” David Card: “I rialzi dei tassi creano nuovi poveri, non è il momento di abolire i sussidi” Disoccupazione alle stelle, salari reali in caduta libera e incubo subprime per prestiti e mutui: il Nobel per l'Economia David Card, intervistato sulla Stampa del 4 novembre 2022 da Giuliano Balestreri, difende l’assegno di cittadinanza. «Non capisco perché le Banche centrali non lo dicano apertamente: l’unico modo per riportare sotto controllo l’inflazione è tener fermi gli stipendi e aumentare il costo del denaro per ridurre i consumi. Esattamente quello che stanno facendo con il rialzo dei tassi d’interesse». David Card sorride amaro: «Preferisco dare buone notizie, ma lo scenario è preoccupante. Mi auguro che i governi non tocchino le reti di sicurezza dei cittadini, dal salario minimo alle diverse forme di sostegno al reddito. Sono misure fondamentali per tutelare i lavoratori». L’economista canadese, classe 1956, vincitore del Premio Nobel per l’Economia nel 2021 per i suoi studi sulla correlazione tra salario minimo e occupazione (all’aumentare del primo, cresce anche la seconda, ndr) era giovedì scorso a Roma per un workshop organizzato dall’Inps durante il quale ha discusso con il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico e dove ha incontrato anche l’ex premier e leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte. Sulla situazione italiana mette le mani avanti, «non conosco nel dettaglio le proposte del nuovo governo», ma non nasconde la preoccupazione per le crescenti tensioni sociali.
 
Professore, a Madrid migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere stipendi più alti. Il combinato disposto rialzo dei tassi e inflazione, soffoca lavoratori e imprese.
«Temo che nell’immediato i margini di manovra siano molto ridotti. La situazione è davvero inusuale. Da un lato siamo stati travolti da uno choc sulle catene di approvvigionamento, le materie prime sono schizzate alle stelle e così l’energia. Inoltre,sull’Europa, pesa anche il calo dell’euro nei confronti del dollaro che riduce ulteriormente il potered’acquisto dei consumatori».
E i salari sono fermi.
«Per il momento, la domanda di lavoro resta sostenuta. E in qualche modo questo spinge i salari verso l’alto».
 
Forse negli Stati Uniti, dove la piena occupazione è vicina.
«Sì negli Stati Uniti è così, ma anche in Germania la situazione è simile. In Europa, però, non tutti i Paesi sono nelle stesse condizioni. Il Portogallo, per esempio, mi pare stia facendo molto bene».
In Italia la disoccupazione è al 7,9% «La situazione italiana è storicamente complessa, calcolare la piena occupazione è difficile, ma è vero che i salari sono bassi e non aumentano. La riduzione dei salari reali sarà concreta, tra il 2 e il 5 per cento».
E colpirà le fasce più deboli della popolazione.
«E’ sempre così. La disoccupazione salirà al 10% o anche oltre, vuole dire che il 90% o poco meno dei lavoratori non perderanno il posto. Per questo è fondamentale che i governi accompagnino le politiche monetarie con politiche fiscali e del lavoro. E che non tocchino le reti di sicurezza delle famiglie».
 
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