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Urso: "Incentivi per chi produrrà batterie e chip"

Francesco Malfetano, Il Messaggero, 27 ottobre

Redazione InPiù 28/10/2022

Adolfo Urso Adolfo Urso «Il mio primo atto da ministro sarà creare un ufficio che chiamerò “Difensore civico delle imprese”, e che si occuperà di eliminare la burocrazia che rallenta gli investimenti delle nostre aziende». Lo promette Adolfo Urso spiegando a Francesco Malfetano, che l’ha intervistato per Il Messaggero del 27 ottobre, di essere «prontissimo» per il ruolo di ministro delle Imprese e del Made in Italy. Ministro, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che il motto del governo sarà «non disturbare chi fa». Cioè punterete a limitare al minimo l’intervento dello stato sulle aziende. Cosa farete? «E' uno dei punti della nuova denominazione data al ministero, che è ben più di un nome, è una nuova mission. Al centro non ci sarà più l’oggetto - cioè il contesto sociale e lo sviluppo - ma il soggetto, che è l’impresa. E quindi ci occuperemo di chi avvia e gestisce un’attività, ma anche di chi contribuisce, come lavoratori e dipendenti. Aiuteremo chi produce ricchezza eliminando ogni intoppo». Sarà il primo provvedimento su cui metterà la sua firma? «Si, daremo attuazione compiuta all’art.30 del decreto aiuti che consente al ministero o al governo di avocare a sé procedure non esplicate da altre istituzioni. Cioè se le amministrazioni locali non danno risposte in tempi celeri interverremo noi. Saremo il difensore civico delle imprese». Parlava della denominazione del ministero, perché il Made in Italy? «La seconda parte della denominazione riguarda l’eccellenza italiana per come è percepita nel mondo. Un concetto che io traduco non solo con “bello e ben fatto” ma anche come ad alto contenuto tecnologico, e quindi strategico». Cosa intende? «Vogliamo trasformare il ministero delle crisi in quello delle opportunità. Per cui l’orizzonte del nostro intervento sarà ampio. Noi siamo un Paese trasformatore. E' la nostra creatività a dare valore al prodotto. Un valore aggiunto che va applicato anche a settori più “moderni”. Vale a dire che ci adopereremo con nuovi incentivi per eliminare i punti di criticità che possono far saltare le filiere italiane dell’industria, garantendo chi fa innovazione. Penso ai semiconduttori o alle batterie elettriche o i microprocessori».
 
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