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Bolton, l'ex consigliere di Trump: «Putin bluffa, non gli si conceda nulla»

Giuseppe Sarcina, Corriere della Sera, 19 ottobre 2022

Redazione InPiù 22/10/2022

Bolton, l'ex consigliere di Trump: «Putin bluffa, non gli si conceda nulla» Bolton, l'ex consigliere di Trump: «Putin bluffa, non gli si conceda nulla» I droni iraniani? «Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia necessario isolare Teheran». L’atomica di Putin? «Un bluff». Giorgia Meloni? «Non la conosco, ma l’Amministrazione Biden dovrebbe contattare il nuovo governo per assicurarsi che l’Italia non voglia nascondere l’aggressione russa sotto il tappeto». John Bolton, 73 anni, repubblicano, è stato consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, dal 9 aprile 2018 al 10 settembre 2019. Ha ricoperto la carica di ambasciatore Usa all’Onu dall’agosto 2005 al dicembre 2006. Sul Corriere della Sera di mercoledì 19 ottobre lo ha intervistato Giuseppe Sarcina. L’Iran sta consegnando i droni alla Russia. Come dovrebbero reagire gli Usa e gli alleati occidentali? «Innanzitutto va notato quanto il sistema russo sia ora più debole: non è in grado di costruire armi e quindi deve cercarle fuori. Poi mi sembra che sia una prova in più di quanto sia necessario isolare l’Iran. A questo punto sarebbe un errore tornare all’accordo sul nucleare del 2015. Come conseguenza gli iraniani potrebbero disporre di almeno 100 miliardi di asset che ora sono congelati dagli americani. Risorse che verrebbero usate per produrre altri droni e creare nuovi problemi». La debolezza della Russia aumenta il rischio di un conflitto nucleare? «L’intelligence americana non ha riscontrato finora preparativi da parte dei russi. Penso che le minacce di Putin siano un bluff. Il suo obiettivo è intimidire Usa ed Europa, in modo che riducano il sostegno militare all’Ucraina. Non si può escludere, però, che Putin possa davvero fare ricorso alle armi nucleari tattiche se l’esercito russo dovesse crollare completamente. Ma non mi sembra che siamo vicini a questo scenario». Qual è, invece, lo scenario più probabile? «L’armata di Putin non mi pare in grado di avanzare. È possibile ci sarà un lungo stallo. Il Cremlino scommette sull’inverno, sperando che il fronte europeo possa sfaldarsi. I leader della Ue stanno dicendo che gli stoccaggi di gas sono al massimo. Ma se non arriverà combustibile dal North Stream sarà molto difficile non solo scaldare le case, ma anche consentire alle fabbriche di funzionare. Tutto ciò in un contesto economico che sta scivolando in recessione. Germania e Francia sono i punti più deboli della catena». 
 
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