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Ahmad Massoud: "Il mio Afghanistan dimenticato per Kiev. Ma il jihad va fermato o colpirà l'Occidente"

Fausto Biloslavo, il Giornale.it, 16 settembre 2022

Redazione InPiù 17/09/2022

Ahmad Massoud: Ahmad Massoud: "Il mio Afghanistan dimenticato per Kiev. Ma il jihad va fermato o colpirà l'Occidente" Vienna. Il pacul, tipico copricapo a ciambella afghano, lo porta anche a Vienna. Ahmad Massoud, che guida la resistenza ai talebani come fece il padre, il leone del Panjsher, è in missione in Europa per unire la diaspora. Nell'intervista esclusiva a Il Giornale (firmata da Fausto Biloslavo e pubblicata il 16 settembre nell’edizione online del quotidiano) parla dell'Afghanistan dimenticato. E mette in guardia su un «catastrofico» attacco del terrore jihadista in Occidente. La prima volta in Europa dopo la conquista talebana di Kabul un anno fa. Qual è il motivo? "Sono a Vienna per una conferenza con le élite all'estero del mio Paese per creare una coalizione o meglio unire la diaspora politica afghana, tutti coloro che si oppongono ai talebani. E assieme trovare una via di uscita dal caos". Qual è la situazione? "Terribile e frustante. L'Afghanistan è stato dimenticato a causa della guerra in Ucraina e per altre ragioni. È in mano a gruppi estremisti che l'hanno trasformato in un rifugio sicuro per i terroristi. Per non parlare del narcotraffico. La mia nazione è una prigione guidata da una banda". Lei è a capo della resistenza del Fronte nazionale. Riuscite a insidiare i talebani? "Gli afghani vogliono resistere contro un regime oppressivo. All'inizio i talebani hanno addirittura negato che esistesse una resistenza. I nostri martiri sul campo di battaglia sono una chiara indicazione che mentivano. La lotta si è espansa oltre la valle del Panjsher, in altre province e anche nell'Afghanistan occidentale, ma siamo solo all'inizio". Su quanti combattenti potete contare? "Abbiamo oltre 3mila uomini e il nostro obiettivo è aumentare gli effettivi a 5mila per la fine dall'anno. La domanda per arruolarsi è molto alta, ma sfortunatamente non abbiamo la possibilità di accogliere tutti perché nessun Paese ci aiuta". Come è possibile? "Spero che unendo la diaspora afghana il mondo ci ascolterà prestando attenzione alle nostre richieste. Bisogna premere sui talebani per un negoziato politico. E dal punto di vista militare aiutare la prima linea contro la tirannia, l'ultima speranza per un Afghanistan democratico". 
 
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