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Niinisto: "Anche Helsinki proteggerà il continente"

Claudio Tito, la Repubblica, 30 giugno 2022

Redazione InPiù 01/07/2022

Niinisto: Niinisto: "Anche Helsinki proteggerà il continente" Madrid — L’ingresso nella Nato per la Finlandia è «naturale». Con la Turchia c’è stato un «compromesso» che, però, non riguarda le estradizioni dei presunti terroristi curdi: su di loro «seguiremo solo la legge». Il presidente finlandese, Sauli Niinisto (intervistato da Claudio Tito su Repubblica del 30 giugno), si presenta sollevato dopo il memorandum di intesa con Recep Tayyip Erdogan sull’adesione di Helsinki e Stoccolma all’Alleanza. Sa che la guerra, «almeno in teoria», non può più essere esclusa. Forse ha ancora in mente l’incontro dell’autunno scorso con Biden alla Casa Bianca quando il presidente americano lo avvertiva che Mosca stava spostando le truppe verso ovest. Ora ammette esplicitamente che Putin è un pericolo e che di lui non ci si può fidare. Ma respinge l’idea che si sia consumato un baratto con Ankara sulla pelle dei ricercati del Pkk curdo. Anzi, sull’essenza democratica della Turchia non nasconde i suoi dubbi: «Se guardo a come viene usato il potere, il nostro concetto di democrazia è differente». Ieri però è stata una grande giornata per la Finlandia? «Sicuramente. C’è stata molta tensione durante i negoziati con la Turchia. Abbiamo raggiunto un buon compromesso. Sembra che la Turchia sia molto preoccupata per il terrorismo. Le loro richieste nei nostri confronti sembravano una sorta di apertura di un metodo. E continueranno a porlo anche nei prossimi giorni». Cosa intende per compromesso? «Il memorandum è chiaro. Ma noi non abbiamo mai sostenuto il Pkk o il FeTo. E quindi non dobbiamo fare nulla di diverso da quel che già stiamo facendo». Però Ankara ha chiesto subito la consegna di 33 presunti terroristi. «La Finlandia si atterrà alla propria legislazione e agli accordi internazionali. Quel documento non specifica in alcun modo chi dovrebbe essere estradato. Stabilisce che dobbiamo rispondere velocemente alle loro istanze ma afferma che è importante rispettare i principi concordati nella Convenzione europea sulle estradizioni. In quella Convenzione, siamo tutti e tre coinvolti. In definitiva, quelle richieste sono una questione legale che la sfera politica non può influenzare». A suo giudizio, però, la Turchia è un Paese democratico? Erdogan è un leader democratico? «Beh, secondo gli standard della Nato tutti i membri sono democratici. In Turchia si svolgono elezioni democratiche. Poi, certo, se si guarda più da vicino alla società turca e al modo in cui il potere è usato, allora differisce dall’Europa e dal nostro pensiero di democrazia. Ho cercato di essere molto diplomatico». 
 
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