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Chomsky: i resistenti, come i partigiani, sono eroici

Luca Mastrantonio, il Corriere della Sera, 20 aprile

Redazione InPiù 23/04/2022

Chomsky: i resistenti, come i partigiani, sono eroici Chomsky: i resistenti, come i partigiani, sono eroici Il grande linguista Noam Chomsky segue l’Ucraina da anni e sul Corriere della Sera del 20 aprile 2021, intervistato da Luca Mastrantonio, commenta questi due mesi di guerra. Quali precedenti storici le ricorda questa invasione? «Come l’invasione americana dell’Iraq e l’invasione della Polonia da parte di Hitler e Stalin, l’invasione russa dell’Ucraina è un esempio da manuale di ciò che il Tribunale di Norimberga ha definito il “crimine internazionale supremo, che differisce dagli altri crimini di guerra in quanto contiene in sé la somma di tutti i mali”. Nel caso dell’Iraq, ciò include l’istigazione a conflitti etnici che hanno lacerato il Paese e la regione, l’ascesa di Isis e altri orrori». E nel caso dell’Ucraina? «È troppo presto per pronunciarsi sul “male come la somma di tutti i mali”, ma è già sostanziale, a prescindere dagli orrori in Ucraina. Ha invertito gli sforzi per affrontare la crisi del riscaldamento globale, suscitando un’euforia nei maggiori produttori di petrolio, liberati dal fastidio degli ambientalisti e lodati come salvatori della civiltà mentre raccolgono enormi profitti e accelerano la catastrofe globale. L’invasione rappresenta anche una minaccia di guerra nucleare, che potrebbe rapidamente diventare terminale. Ce ne sono altre, già evidenti, troppo complesse da discutere qui». Putin va processato? «In linea di principio, i criminali di guerra dovrebbero essere arrestati e processati. In pratica, i potenti sono autoimmuni. Solo i deboli e i vinti sono soggetti a processi per i loro crimini». Dato che è una aggressione, partiamo dalla vittima, il popolo ucraino e il suo leader, Zelensky. Chi lo critica dice che è un burattino della Nato, chi lo esalta lo considera un eroe moderno. Per lei chi è? «Zelensky ha mostrato grande coraggio e integrità nel guidare l’Ucraina in difesa dall’aggressione omicida».La paura di una Terza guerra mondiale può portare a pensare che il sacrificio dell’Ucraina sia preferibile a un potenziale conflitto nucleare. Gli ucraini però resistono e chiedono armi. È favorevole all’invio di armi in Ucraina? «La nostra preoccupazione dovrebbe essere il destino degli ucraini. Il modo per salvarli da un ulteriore disastro è quello di passareauna soluzione diplomatica. L’invio di armi dovrebbe essere deciso in base al fatto che possa aiutareodanneggiare le vittime ucraine. Entrambi gli scenari sono possibili, ovviamente». 
 
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