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Cacciari: “Draghi non faccia battute ridicole, ci dica come aiuterà le famiglie”

Andrea Malaguti, La Stampa, 8 aprile

Redazione InPiù 08/04/2022

Cacciari: “Draghi non faccia battute ridicole, ci dica come aiuterà le famiglie” Cacciari: “Draghi non faccia battute ridicole, ci dica come aiuterà le famiglie” Anziché fare battute ridicole Draghi ci dica come aiuterà le famiglie. Lo afferma il filosofo Massimo Cacciari, intervistato da Andrea Malaguti per La Stampa dell’8 aprile. Professor Cacciari, la pace o il condizionatore? «Stiamo parlando del ragionamento ridicolo di Draghi?». Stiamo parlando del ragionamento di Draghi. «È ridicolo, le spiego perché». Perché? «Lei pensa che io, con il mio reddito, abbia problemi a lasciare acceso il condizionatore anche con la bolletta triplicata? Pensa che sia la stessacosal’inflazioneal7%perunocome me o per chi porta a casa 1500 euro al mese, vale a dire larga parte della popolazione? Come si possono dire certe enormità?». Immagino che il punto fosse: la guerra in Europa è un dramma che costringe tutti noi a fare sacrifici per aiutare chi è aggredito. «Ma smettiamola. Non crede che il governo dovrebbe evitare di dire puttanate o di fare discorsi all’ammasso e spiegare piuttosto come interverrà per impedire la perdita di potere d’acquisto per le famiglie e le aziende in crisi? Come aiuterà chi non arriva alla fine del mese a non morire di freddo? Servono risposte concrete, non battute assurde». Al momento con cinque miliardi in più per intervenire sul caro bollette. «Le pare che bastino? Mi spiega concretamente che cosa si sta facendo per garantire che quei soldi arrivino con continuità alle famiglie e alle imprese?». Decreti che cercano di non scassare per sempre i bilanci pubblici e incontri internazionali per cercare soluzioni condivise? «Benissimo, si facciano. Ma non mi pare che tutto questo sia servito a molto. C’è bisogno di una strategia fiscale e finanziaria che protegga esplicitamente chi è in difficoltà. Perché Draghi non interviene? Il suo è un bluff totale». Che cosa dovrebbe fare? «Aumentare il debito pubblico, con tutto il dolore per i figli e i nipoti. Il piano nazionale è da rifare completamente. E l’Europa deve capire che le sanzioni pesano in modo diversissimo a seconda dei Paesi che le applicano. Ad esempio in Francia e negli Usa pesano molto meno che in Germania e in Italia». Morale? «Morale se vale il principio di solidarietà chi soffre di meno deve aiutare gli altri». Un recovery di guerra dopo quello per il Covid. «La presa di coscienza che o se ne esce tutti assieme o non se neesce». Professore, le sanzioni sono sbagliate? «Al contrario. Il fallimento di Onu e Ue è evidente, ma di fronte a un Paese che ne aggredisce un altro le sanzioni sono inevitabili e portano risultati. Non abbiamo sempre reagito così (basti pensare all’aggressione americana in Iraq) ma non importa. Il peccato di uno non lava il peccato di un altro». Sembra che ci sia un “ma”. «Nessun ma, solo una riflessione ulteriore. Visto che gli Stati Uniti hanno larga disponibilità di materie prime, perché ce le vendono a prezzi doppi o tripli dei russi?». Perché le materie prime appartengono a fondi come BlackRock o Blackstone? «E allora? Basta che il governo intervenga. Quando sei in guerra fondi e privati contano poco». L’Europa fa bene a inviare le armi in Ucraina? «È una delle cose che vanno fatte, che logicamente vanno accettate». Che cos’è inaccettabile? «Che decisioni di questa portata vengano assunte senza un dibattito parlamentare serio ma semplicemente con un atto amministrativo». Emergenza bellica. Anche Mattarella e Amato sposano la linea Draghi. «Ormai la deriva è quella. In una nave in tempesta è inevitabile che sia così. Con l’emergenza permanente tutti i poteri finiscono nelle mani del comandante in capo. Incredibile».
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