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Gattinoni, «Germania nei guai perché qui è pieno di naturisti e anti-scientisti»

Pietro Senaldi, Libero, 15 novembre

Redazione InPiù 18/11/2021

Gattinoni, «Germania nei guai perché qui è pieno di naturisti e anti-scientisti» Gattinoni, «Germania nei guai perché qui è pieno di naturisti e anti-scientisti» «Sì, i dati dicono che la Germania è investita dalla quarta ondata dell’epidemia di Covid, ma la realtà ospedaliera che io vivo tutti i giorni è completamente diversa. Non c’è emergenza in terapia intensiva. La Germania viaggia oltre i 50mila contagiati giornalieri e a destare preoccupazione, oltre il numero, è l’accelerazione, visto che solo una settimana fa i nuovi positivi quotidiani erano meno di 40mila. Sui dati non si discute, l’80% dei ricoveri è di pazienti che non si sono immunizzati perché qui è pieno di naturisti e antiscientisti». Lo afferma Luciano Gattinoni anestesista e rianimatore, ex primario del Policlinico di Milano, da anni in trasferta a Göttingen, Bassa Sassonia intervistato da Pietro Senaldi per Libero del 15 novembre. Condivide le decisioni del governo tedesco di imporre l’obbligo di Green Pass per accedere a eventi pubblici? «È un modo per mettere in maggiore sicurezza i luoghi di incontro. Qui in Germania c’è un’autonomia regionale sanitaria più marcata che in Italia; di fatto ogni Land fa quel che vuole. I primi a ripartire con le chiusure sono stati Berlino e la Turingia, probabile che saranno imitati. Il Green pass poi serve per indurre le persone a immunizzarsi». Perché il virus è ripartito dalla Germania? «I fattori possono essere vari. Il più certo è che il numero dei tedeschi vaccinati è relativamente basso: siamo ancora sotto il 65% della popolazione contro l’85% degli italiani». Come se lo spiega dai tedeschi, che nel nostro immaginario sono così razionali e ligi alle regole? «C’è uno strano naturismo anti-scientista in Germania, una sorta di ambientalismo ancestrale che considera buono tutto ciò che è naturale e maligno tutto ciò che interviene per alterare il corso della natura. Qui i druidi del bosco esercitano un grande fascino, non a caso il numero di vegani è mostruosamente maggiore rispetto all’Italia». Il vaccino sarebbe un prodotto del maligno per i no vax? «Tutta la medicina, specie quella chimica, è vissuta da una fascia della popolazione tedesca, nella quale pullulano i no vax, come qualcosa che agisce contro natura, e quindi è fondamentalmente sbagliato perché altera i processi umani. E di questa mentalità, o sentimento se preferisce chiamarlo così, la Germania è vittima». In che senso, professore? «Anche il Covid, essendo un virus, è frutto della natura, e per sopravvivere ci aggredisce e genera l’epidemia. Certi no vax dovrebbero rileggersi Leopardi: la natura è matrigna e bieca, la scienza salva l’uomo. Ma dire queste cose a un no vax è fiato sprecato». Mi descrive i no vax come adepti di una sorta di religione. Ecco perché il Green pass non ha effetto su di loro… «Ciononostante sono a favore del lockdown peri non vaccinati, di cui si sta parlando in Germania; se non altro, per consentire agli altri di vivere. Ma le dirò di più: io credo che andrebbe introdotto l’obbligo di vaccinazione, almeno per le categorie di lavoratori più a contatto con il pubblico e per chi vuole frequentare stadi, cinema o ristoranti. Non mi basta il tampone che attesta che in quel momento si è negativi».
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