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Formica: al Paese serve un presidente giovane e che sappia osare

Concetto Vecchio, la Repubblica, 8 novembre 2021

Redazione InPiù 13/11/2021

Formica: al Paese serve un presidente giovane e che sappia osare Formica: al Paese serve un presidente giovane e che sappia osare Su Repubblica dell’8 novembre Concetto Vecchio intervista Rino Formica. Formica, lei che le ha viste tutte, cosa la colpisce di questa corsa per il Quirinale? «Il fatto che avvenga con una crisi di sistema in corso. È un inedito». Cosa intende per crisi di sistema? «Vi contribuiscono varie ragioni. La principale è che l’affermazione nel 2018 di un partito populista come il M5S, che detiene il 34 per cento dei seggi, ha contribuito a una progressiva erosione della democrazia parlamentare. Oggi prevale la sensazione che abbia fatto il suo corso. Abbiamo un Parlamento di impediti, e a tutti sta bene così». Non è una lettura radicale? «È la realtà. A questa ragione se ne aggiunge un’altra, e cioè che il Parlamento, che si accinge a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, non è più rappresentativo della maggioranza relativa nel Paese. I Cinquestelle, pur di resistere, hanno fatto alleanze con tutti, destra, sinistra, Draghi, nella convinzione che tutto si risolva nella semplice capacità di coagulo. La fine della politica». Il Parlamento andava sciolto? «Sì, dopo il referendum sul taglio dei parlamentari». Ma c’era la seconda ondata della pandemia. «Non per questo le elezioni sono state sospese. Il nuovo Parlamento avrebbe così eletto il Presidente della Repubblica con più legittimità di quanto farà l’attuale che tra poco più di un anno scadrà». Prevarrà la scelta di un Presidente che eviti il voto, per salvare il vitalizio dei parlamentari? «Per salvare la pensione basterebbe una leggina che preveda la possibilità di versare i contributi figurativi per i mesi mancanti». E perché non la fanno? «Perché il discorso è più complesso: “Noi resistiamo perché sappiamo che fuori da qui non ci siamo più”. E anche questo sta bene a tutti». Come deve essere il prossimo Presidente della Repubblica? «Più vicino ai 50 anni e il più lontano possibile dai 90». Un giovane? «Sì, uno fuori dagli intrighi di palazzo degli ultimi trent’anni. Meglio se donna». Quindi un outsider? «Una personalità che abbia sapere costituzionale, ma anche spirito innovativo. Deve osare. Il che non vuole dire violare». A parte Francesco Cossiga, non abbiamo mai avuto un Capo dello Stato giovane. «Solo una simile figura potrebbe vigilare, come garante al Colle, sulle riforme profonde che servono. E deve essere eletto per sette anni, non a termine. Il processo di mutamento sarà giocoforza lungo». Non vede un tandem Draghi-Mattarella che mantenga in piedi l’attuale equilibrio? «No, perché non risolverebbe i problemi, li rinvierebbe soltanto». Mario Draghi non resta il favorito? «Penso che non voglia farlo».
 
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