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Cardini: «Perché Giorgia non deve dichiararsi antifascista»

Gianluca Veneziani, Libero, 1 novembre

Redazione InPiù 05/11/2021

Cardini: «Perché Giorgia non deve dichiararsi antifascista» Cardini: «Perché Giorgia non deve dichiararsi antifascista» Vi spiego perché Giorgia Meloni non deve dichiararsi anti fascista. Lo afferma lo storico Franco Cardini intervistato da Gianluca Veneziani per Libero dell’1 novembre. Cardini, finite le elezioni è finito il pericolo fascista? «È evidente, almeno fino alla prossima puntata. Quando non c’è molto da dire e non si può parlare di cose importanti, si parla di scemenze». Alla sinistra fa comodo tenere in vita il mostro di Mussolini? «Da un lato i neofascisti servono al centrodestra moderato per azzoppare Fratelli d’Italia, che ora attrae le simpatie dei ceti medi: i moderati e i 5 Stelle che ambiscono agli stessi voti provano a colpire Fdi in quel tallone d’Achille. Ma tenere vivo il fantasma di Mussolini serve anche alla sinistra e accoliti per avere suffragi e vantaggi». Da molte parti c’è l’invito a bollare il fascismo come “male assoluto”. È possibile liquidare così un periodo di 20 anni, cui fecero capo giganti della cultura? «Non è possibile e nessun studioso serio né una persona di buon senso può farlo. Il problema è che alcune centrali politiche e alcuni mezzi che influenzano l’opinione pubblica si sono accorti che il ricatto “o definisci il fascismo male assoluto o non puoi parlare” è vantaggioso. Non mi risulta però che sia stata data una definizione precisa di antifascismo. Per farlo bisognerebbe prima capire cosa si intenda per fascismo. È il fascismo di segno gramsciano, per cui esso sarebbe latente in tutti i partiti liberali? È il fascismo inteso come statalismo? Ma allora come la mettiamo con una parte della sinistra statalista? È il fascismo come violenza, ma allora come la mettiamo con la violenza dei movimenti comunisti della storia e con quella terribile esercitata da governi liberali al tempo del colonialismo? È il fascismo come colonialismo? Ma bisognerebbe ricordare che il fascismo è stato anticolonialista fino al 1935. La verità è che, come diceva De Felice, non esiste il fascismo, esistono i fascismi. In generale il fascismo italiano si può definire un tentativo di accordare la giustizia sociale con l’esigenza di sicurezza e l’ambizione alla grandezza nazionale». Alla Meloni si chiedono professioni di antifascismo. Fa bene a cedere a queste pressioni? «Se io fossi in lei, direi: io sarò antifascista, solo quando mi spiegherete in dettaglio cosa è l’antifascismo. La verità è che vi è un’idea ufficiale, sostenuta dal Paese legale, per cui il fascismo è il male assoluto. Ma questa idea non è sostenuta dal Paese reale, convinto che Mussolini era una buona persona, che il fascismo ha fatto cose buone soprattutto in termini di leggi e opere sociali: penso al sistema delle assicurazioni, alla tutela della maternità e dell’infanzia, alle bonifiche agrarie. Il fascismo in questo senso è stato una discreta dittatura di sviluppo fino alla fine degli anni ’30». È possibile dichiararsi anti-antifascisti senza che ciò significhi essere fascisti? «Sì, io sarò anti-antifascista, finché l’antifascismo continuerà a essere una falsa ideologia, fumosa e contraddittoria».
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