Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Buttafuoco: la sinistra in malafede ci riporta agli anni '70

Antonio Rapisarda, Libero, 12 ottobre 2021

Redazione InPiù 16/10/2021

Buttafuoco: la sinistra in malafede ci riporta agli anni '70 Buttafuoco: la sinistra in malafede ci riporta agli anni '70 «È impossibile che Beppe, nato a Milena, abbia fatto un errore così enorme...». E invece Peppe Provenzano, vice di Letta, lo ha detto eccome: vuole Giorgia Meloni fuori dall’arco repubblicano... «Uno come lui, formato alla scuola del Pci siciliano, un allievo di Emanuele Macaluso – il comunista che fece in Sicilia il governo col Msi – non può conoscere l’odio politico. Due sono le cose: o lo ha rovinato Roma o non è stato lui ad aver scritto tale follia. Ma il suo fake...». Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Antonio Rapisarda (Libero) il 12 ottobre, quando si parla dei suoi compatrioti di Sicilia, adotta la moratoria della polemica. Li affonda, quando il caso lo richiede, con l’ironia. La stessa cosa capita quando la fiction della politica lo costringe ad intervenire su un tema che reputa lunare come il procurato allarme chiamato “onda nera”. Prima l’inchiesta sulla fantomatica “lobby sovranista”. Poi la tirata di giacchetta dopo l’assalto alla sede della Cgil, ad opera di facinorosi che nulla hanno a che fare con FdI. E mancano ancora cinque giorni al ballottaggio... «Strategia della tensione, per tutta questa settimana saremo negli anni ‘70... Detto ciò, se al posto di Giorgia Meloni ci fosse Gianfranco Rotondi al 20%, in contrapposizione alla sinistra, Fanpage e Formigli avrebbero di certo approntato un reportage con un infiltrato mettendo insieme la lobby dei pedofili della Chiesa, le tangenti della neo-Dc, la Mafia e le organizzazioni clandestine inneggianti a Sbardella o a Salvo Lima...». Si è capito che il “metodo Fanpage” non ti piace... «No, anzi, mi piace. Peccato sprecarlo per così poco. Sarebbe stato utile un infiltrato sulla rotta della Via della Seta alle calcagna di Romano Prodi a Pechino: un bel Watergate. Così invece fa ridere: troppo olio per un cavolo…». Che poi fa sorridere che con tutti questi presunti “neri” in azione sia sempre la sinistra ad occupare i posti di governo sen za vincere un’elezione. «Premessa. È perfetta mente inutile vincere le elezioni se non sei nelle condizioni di poter comandare. Dal dopo guerra a oggi c’è un unico sistema di potere: che è quello guelfo. In assenza di ghibellini, i guelfi hanno preso tutte le parti in commedia: ereditando un sistema di potere che è figlio dei due fondamentali partiti, il Pci e la Dc, con un’unica metodologia, che è quella gesuitica. Ora non c’è dubbio che per fare carriera una signorina di buona famiglia debba avere la tessera del Pd: questa gli consente di avere carriere in tutti gli ambiti a prescindere da qualunque sia il risultato elettorale». Diciamo poi che questa cospirazione sembra una copia venuta male de “Vogliamo i colonnelli” di Monicelli... «Non Monicelli, Renzo Arbore piuttosto. Il Barone Nero su cui Formigli mobilita l’allarme nero altro non è che la prosecuzione di Catenacci in altro canale radio». Catenacci? «Era il personaggio interpretato da Giorgio Bracardi in Alto Gradimento, la trasmissione di Renzo Arbore. Il Barone Nero di oggi, invece, prende notorietà grazie ai microfoni de La Zanzara di Cruciani. Soltanto la malafede e la raffinata furbizia può costruire un capitolo del giornalismo su personaggi simili. Altrimenti l’ultimo Nobel lo avrebbero già dato a loro».
 
Leggi l'intervista integrale sul sito di InPiù
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.