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Crosetto “Destra da rifare, il voto non ha ucciso i leader ma servono idee e rispetto”

Matteo Pucciarelli, la Repubblica, 8 ottobre

Redazione InPiù 08/10/2021

Crosetto “Destra da rifare, il voto non ha ucciso i leader ma servono idee e rispetto” Crosetto “Destra da rifare, il voto non ha ucciso i leader ma servono idee e rispetto” La Destra è da rifare, il voto non ha ucciso i leader ma servono idee e rispetto. Il centrodestra deve ritrovare le ragioni per presentarsi unito, con parole d’ordine, strategia e metodi comuni, imparando a rispettarsi e convivere tra forze diverse». Così Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, intervistato da Matteo Pucciarelli per la Repubblica dell’8 ottobre. La coalizione non c’è più? «Certo che c’è, ma serve crescere per non essere attaccabili con l’accusa di non avere classe dirigente all’altezza, ad esempio. O per non prestare il fianco con altri difetti. Da qui alle Politiche bisogna prepararsi a rispondere al racconto che verrà fatto giorno dopo giorno da chi vuole che il centrodestra perda e da chi è disposto a mettere insieme tutto e il contrario di tutto pur di vincere». Al di là del racconto interessato, una base di verità sulla crisi c’è? «Ovvio che sì, basti pensare che alcuni partiti sono al governo e altri no, quindi a maggior ragione devi trovare un metodo che ti tuteli». Le battaglie comuni o parole d’ordine quali possono essere? «Quella sulla giustizia dovrebbe essere la prima, poi uno Stato dove il merito venga premiato, ma si potrebbe anche fare un discorso serio sul salario minimo, su una riforma del mondo del lavoro, sulla tassazione. Ce ne sono mille di temi». Il governo Draghi, ma anche il cosiddetto “metodo Draghi”, è il colpevole di queste divisioni? «In qualche modo mette in difficoltà tutti i partiti, Fdi forse meno perché è all’opposizione. Però vale per tutti: quando tu hai un Parlamento che in due giorni deve approvare un provvedimento importante emanato dal governo allora a cosa serva il tuo voto, tu elettore, te lo chiedi. Questo sistema ha messo in crisi il modello democratico e partitico. Poi la capacità di reazione di alcuni partiti è diversa, il Pd ad esempio è cintura nera nel fare buon viso a cattivo gioco, punta sempre a unificare tutti pur di restare al governo». Le Lega secondo lei uscirà dal governo? «No assoluto, non può farlo». L’atteggiamento di lotta e di governo di Matteo Salvini: è la sua natura o non sa che pesci prendere? «Un po’ è frutto del suo carattere, ma è anche una tattica che sta usando come fanno molti. Magari nel Pd sono più scafati e non si espone direttamente il segretario ma un ex ministro. Comunque lui è quello che ha più difficoltà anche perché una parte di maggioranza gli è chiaramente ostile». 
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