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Giovannini: il Pil corre, ma attenti alle materie prime

Marco Zatterin, La Stampa, 8 luglio 2021

Redazione InPiù 09/07/2021

Giovannini: il Pil corre, ma attenti alle materie prime Giovannini: il Pil corre, ma attenti alle materie prime Nelle previsioni con cui Bruxelles certifica il rimbalzo dell’economia nazionale Enrico Giovannini – intervistato da Marco Zatterin sulla Stampa dell’8 luglio – trova parecchi spunti di riflessione sul cantiere Italia. «L’orientamento è favorevole», riassume, soddisfatto eppure preoccupato per rischi che non mancano, come il ritorno della pandemia che non vorremmo mai, i prezzi delle materie prime alle stelle e le troppe incognite sull’export. Parla di Tav e di investimenti, è il suo portafoglio e la sua esigenza. «I soldi sono già qui», assicura, e gli interventi verranno subito, su bus, trasporti e strade. A proposito. È una estate micidiale per chi corre sulle varie «A» nazionali. «Non è una tempesta estiva, dobbiamo esserne coscienti», ammette il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Servono correttivi. Così, ricorda, da lunedì Aspi ha ridotto o azzerato alcuni pedaggi in Liguria per compensare i disagi. «Abbiamo 15 concessioni da rinegoziare - spiega il professore -. Proporremo ai gestori di adottare questa pratica, ovunque si renda necessario». Partiamo dalla crescita. Impennarsi dopo aver perso il 10% è il minimo o quasi, no? «Era una possibilità concreta. Ed è un bene che la Commissione Ue abbia rivisto le previsioni, come anticipato ieri anche dal governatore Visco e dal ministro Franco. I dati sul clima di fiducia mostrano una risalita molto forte in seguito alla riapertura, non solo nei settori come le costruzioni che hanno beneficiato di azioni del governo, ma anche nella manifattura e i trasporti. La buona notizia è che la fiducia si sta trasformando in investimenti e occupazione, sebbene la perdita di lavoro rispetto al 2020sia ancora fortissima». È sorpreso? «Il dato aggregato che sintetizza le tendenze macroeconomiche non era inatteso. Già nel maggio 2020 un’indagine Istat sulla capacità di reazione del sistema produttivo rivelava che un 30% di imprese non si era mai fermato, che un altro 30% era in condizioni gravissime, e che il resto era in difficoltà ma non drammatiche. E si vedeva che le imprese più innovative, che investivano e formavano, erano maggiormente resilienti». Eccola, la “resilienza”. «Capisco che, come parola, possa aver stufato, ma è un concetto importante. Finite le restrizioni della pandemia, il rimbalzo ora si allarga a tutti i settori. Ci sono ancora comparti in mezzo al guado, perché la crisi ha colpito duramente. Ma il sistema delle imprese è ripartito, si è dimostrato più resiliente di quanto molti pensavano».
 
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