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Sgarbi: «Vi racconto lo Sciascia grande critico d'arte e scopritore di talenti»

Matteo Sacchi, il Giornale, 3 luglio 2021

Redazione InPiù 03/07/2021

Sgarbi: «Vi racconto lo Sciascia grande critico d'arte e scopritore di talenti» Sgarbi: «Vi racconto lo Sciascia grande critico d'arte e scopritore di talenti» Domani (domenica 4 luglio), nell’ambito del caleidoscopico programma della Milanesiana 2021 (ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi), a partire dalle 21, la piazza del Duomo di Monza diventerà molto siciliana. La serata - a fare gli onori di casa sarà proprio Elisabetta Sgarbi – sarà infatti dedicata a Leonardo Sciascia e l’arte. Ci sarà una lettura di testi del grande scrittore di Racalmuto, la voce sarà quella dell’attrice Sabrina Colle, e una lectio di Vittorio Sgarbi intitolata: «Sciascia critico d’arte». Sgarbi poi tornerà a parlare di Sciascia il 5 luglio alle 21 in Piazza del Kuerc a Bormio, sempre nell’ambito della Milanesiana, in una serata dal titolo Leonardo Sciascia. A futura memoria (se la memoria ha un futuro), questa volta in compagnia di Pietrangelo Buttafuoco. Abbiamo, quindi, chiesto al critico di anticiparci, chiacchierando con noi (Matteo Sacchi sul Giornale del 3 luglio), alcuni dei moltissimi temi dei sui interventi. Sgarbi, perché Leonardo Sciascia che noi conosciamo soprattutto come scrittore è importante anche per la critica d’arte? «Sciascia aveva una spiccatissima sensibilità verso l’arte contemporanea. Aveva con la critica un rapporto che potremmo definire di preterizione. La capacità di cogliere il valore di artisti che da parte della critica ufficiale erano negletti. Ovviamente ha compiuto anche interventi di grande importanza relativamente all’arte moderna, basti ricordare la sua attenzione al furto della Natività di Caravaggio nel 1969 che ha ispirato Una storia semplice o il suo accostamento fra il Trionfo della Morte di Palermo e Guernica di Picasso, sfruttato per la difesa dei beni culturali nel suo intervento in Parlamento del 1983 sul restauro del dipinto. Ma la sua capacità di guardare dove la critica non guardava è ciò che conta se parliamo di Sciascia. Era curioso, colto, corsaro. Senza pregiudizi». Mi faccia un esempio... «Io e Sciascia abbiamo iniziato a frequentarci in maniera più intensa quando Gesualdo Bufalino, che era suo amico, vinse il Campiello nel 1981, quindi ho seguito da vicino il suo percorso quando iniziò a pubblicare alla Bompiani, grazie a mia sorella. E proprio con Bompiani ha pubblicato Invenzione di una prefettura, nel 1986. Si tratta del contributo fondamentale per la riscoperta e la valorizzazione degli affreschi di Duilio Cambellotti. Gli affreschi erano di epoca fascista e, quindi, venivano, follia, addirittura coperti con dei teli per non mostrarli, erano vittime di un insensato tabù. Sciascia con Invenzione di una prefettura ha analizzato quel progetto figurativo senza alcun pregiudizio ideologico, è stato capace di rompere il tabù...»
 
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