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Martino: ecco cosa ci vuole per unire Lega e Forza Italia

Fausto Carioti, Libero, 21 giugno 2021

Redazione InPiù 25/06/2021

Martino: ecco cosa ci vuole per unire Lega e Forza Italia Martino: ecco cosa ci vuole per unire Lega e Forza Italia Tessera numero 2 di Forza Italia: quella vera, del 1994. La battaglia contro l’oppressione fiscale nasce dai suoi studi: senza Antonio Martino – intervistato da Fausto Carioti su Libero (il 21 giugno) – non ci sarebbe stato «Meno tasse per tutti» e oggi nessuno parlerebbe della «flat tax», la tassa ad aliquota unica sul reddito. E poi ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi, ministro della Difesa, parlamentare in sei legislature. «Oggi non ho tessere in tasca», racconta. «Sono stato iscritto a Forza Italia e al Partito liberale e in entrambi i casi me ne sono un po’ pentito. Di Forza Italia non molto, del Pli parecchio: facevo parte di una minoranza composta da una sola persona...». Il gusto per la battuta autoironica non gli è passato. Lei fu ministro assieme ai leghisti Bobo Maroni, Giancarlo Pagliarini e Vito Gnutti. Com’era quella Lega? «Era un partito del Nord secessionista e anti-meridionalista. Umberto Bossi aveva disprezzato pubblicamente la bandiera italiana e aveva detto cose terribili su Roma e su tutto il Sud. Era un partito regionale». È cambiata molto? «Oggi è tutto un altro mondo. Salvini mette sempre la mascherina con il tricolore. Sottolinea in ogni modo che la Lega vuole essere un partito nazionale italiano, non un partito regionale in Italia. Poi, se la qualità dei suoi dirigenti sia migliorata o peggiorata, non lo so. Ma di certo la Lega ha cambiato orientamento». Questo può facilitare la nascita di una federazione con Forza Italia, come quella di cui ragionano Matteo Salvini e Silvio Berlusconi? «Senza dubbio la rende meno difficile. Il miracolo di Berlusconi nel 1994 fu quello di allearsi con due partiti che non avevano nulla in comune. Gianfranco Fini, dal suo punto di vista giustamente, diceva che con Bossi non avrebbe preso nemmeno un caffè. Ambedue si allearono con Berlusconi: con alleanze separate, ma lo fecero. E questo determinò la debolezza dell’esecutivo e la sua fine prematura. Avendo concluso l’alleanza con un partito, An, le cui idee non condividevano, quelli della Lega erano perfettamente giustificati a fare cadere il governo».   
 
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