Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Giustizia, Ermini: ora il Parlamento deve fare la riforma

Giovanni Bianconi, Corriere della Sera, 25 giugno 2021

Redazione InPiù 25/06/2021

Giustizia, Ermini: ora il Parlamento deve fare la riforma Giustizia, Ermini: ora il Parlamento deve fare la riforma «La delegittimazione della magistratura crea effetti gravissimi, perché significa delegittimare uno dei cardini della democrazia liberale», dice David Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, intervistato da Giovanni Bianconi (Corriere della Sera) il 25 giugno. Sarà, ma sono stati comportamenti degli stessi magistrati e dell’organo di autogoverno che lei ora rappresenta a provocare questa delegittimazione. «È vero, e uno degli errori che abbiamo commesso è stato accorgersi troppo tardi di quanto stava montando nell’opinione pubblica la sfiducia verso la categoria; senza distinzioni, che pure esistono, tra i pm che fanno le indagini, i giudici che emettono le sentenze, il Csm e l’Associazione magistrati. Ma tant’è. Con il caso Palamara c’è esplosa tra le mani una bomba, ma la miccia era accesa da molto tempo, e dopo la deflagrazione ci siamo trovati a dover difendere un’istituzione e correggere le storture». Non sarebbe stato meglio sciogliere subito il Csm evitando lo stillicidio delle dimissioni e dei successivi scandali, dalle chat dello stesso Palamara fino al caso Amara-Storari-Davigo? «Con quale risultato? Sarebbe stato eletto un nuovo Csm con le vecchie regole e gli stessi meccanismi, congelando e riproponendo la situazione che ha prodotto la crisi in cui ci siamo trovati. Invece abbiamo avviato un periodo di transizione che è servito alla magistratura per rimettersi in discussione, anche qui dentro. La svolta può arrivare da due fronti: da un lato il cambiamento morale e culturale, dall’altro le riforme; noi abbiamo imboccato la prima strada, la seconda tocca al Parlamento». Che cosa avete fatto in concreto, per il cambiamento morale e culturale? «Abbiamo cercato di compiere scelte al di fuori del sistema delle correnti e del carrierismo, promuovendo una mentalità che non sia ancorata solo alle domande per avere posti diversi da quello in cui si lavora e ad ottenere per forza incarichi direttivi o di rilievo. Abbiamo fatto nomine importanti seguendo criteri nuovi, celebrato procedimenti disciplinari e di incompatibilità ambientale più numerosi che in passato, insieme a tante altre attività poco note all’esterno ma fondamentali per il lavoro degli uffici giudiziari». 
 
Leggi l'intervista integrale sul sito di InPiù
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Altro parere
Altro parere
La guerra d'agosto della finanza milanese
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.