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Tronchetti Provera: “Alcuni dovranno licenziare ma a giugno svolteremo”

Roberto Mania, la Repubblica, 22 marzo

Redazione InPiù 26/03/2021

Tronchetti Provera: “Alcuni dovranno licenziare ma a giugno svolteremo” Tronchetti Provera: “Alcuni dovranno licenziare ma a giugno svolteremo” Purtroppo alcuni imprenditori saranno costretti a licenziare, ma a giugno svolteremo. Lo afferma Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Pirelli, intervistato da Roberto Mania per la Repubblica del 22 marzo. Lei guida un gruppo che opera nei mercati di tutto il mondo ci sono segnali di ripresa dell’economia dopo il lungo gelo provocato dalla pandemia? «Sì, li vediamo in Cina, cominciamo a vederli negli Stati Uniti ma anche nella buona volontà delle imprese e dei consumatori europei, nonostante le restrizioni a cui sono sottoposti. Il mondo desidera ripartire. È importante il fatto che l’opinione pubblica abbia voglia di uscire al più presto dal tunnel, le immagini di New York che ricomincia a vivere sono davvero significative. E sarà importante che tutta l’Italia si agganci alla ripresa globale e non solo il settore industriale perché altrimenti rischiamo una falsa ripartenza».
 
Qual è il suo giudizio sul decreto Sostegni? «È un primo provvedimento che inevitabilmente deve tenere conto della maggioranza parlamentare che sostiene il governo. Il presidente Draghi l’ha detto chiaramente che si deve muovere dentro i confini della sua maggioranza. Questo determina inevitabili compromessi per trovare un equilibrio tra le forze della maggioranza». Poi c’è lo sblocco dei licenziamenti per le imprese industriali. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, dice che questo è il momento di vaccinare i lavoratori, non di licenziarli. Lei cosa pensa? «Che ci saranno imprese che per ristrutturarsi dovranno purtroppo ricorrere ai licenziamenti, e altre no. Non c’è una contrapposizione tra vaccinazioni e licenziamenti. D’altra parte eravamo l’unico Paese europeo ad avere un blocco di questo tipo, giustificato con la nostra struttura produttiva molto frammentata. Anche qui serve un approccio realistico. Il processo di riconversione delle aziende va accompagnato con una riforma degli ammortizzatori sociali che garantisca la formazione e la riqualificazione dei lavoratori per poter accedere ad un’altra occupazione. Questo sarà un passaggio decisivo».
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