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Ruini: da sacerdote mi innamorai. Con sofferenza, ma ho resistito

Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 19 febbraio

Redazione InPiù 20/02/2021

Ruini: da sacerdote mi innamorai. Con sofferenza, ma ho resistito Ruini: da sacerdote mi innamorai. Con sofferenza, ma ho resistito Si muove con il girello, le gambe sono incerte, ma la testa sempre quella è. Camillo Ruini (Sassuolo, 19 febbraio 1931) compie novant’anni. Aldo Cazzullo il 19 febbraio lo ha intervistato sul Corriere della Sera. Cardinal Ruini, qual è il suo primo ricordo privato? «Un prato, una palla, un filo spinato su cui la palla andò a finire; a Piandelagotti, sull’Appennino modenese, dove ero in villeggiatura con mia madre Iolanda. Avevo due anni e mezzo». Qual è invece il suo primo ricordo pubblico? «La guerra d’Etiopia. Dichiarata nel 1935, quando avevo quattro anni e mezzo. Abissinia, Negus... nomi che restano impressi». Come ricorda la figura di Mussolini? «Mussolini e il fascismo non mi piacevano; specialmente da quando l’Italia entrò in guerra. Dicevo ai miei compagni di scuola che l’avremmo perduta, e per questo un dirigente fascista di Sassuolo si lamentò con mio padre Francesco, che era favorevole al regime». Suo padre la rimproverò? «Mi raccomandò di essere più prudente, ma non mi rimproverò. Aveva anche lui i suoi dubbi, aiutò gli ebrei che conosceva a mettersi in salvo dalle leggi razziali». Come viveste, lei e la sua famiglia, durante la guerra civile? «È stato il periodo peggiore. Da entrambe le parti si sono compiuti atti di inaudita crudeltà e ferocia. Per grazia di Dio, la mia famiglia è stata risparmiata, probabilmente perché mio padre era un medico molto stimato e generoso, che curava gratuitamente parecchi poveri. In quel periodo si è prodigato per curare i feriti delle due fazioni». Lei si è mai innamorato o fidanzato? «Fidanzato mai. Sono stato attratto fortemente da alcune donne, ma ho sempre cercato di resistere e, pur soffrendo, ci sono riuscito, con l’aiuto decisivo del Signore». Attratto prima o dopo essere diventato sacerdote? «Anche dopo. L’attrazione per le donne è inestirpabile nell’uomo e di per sé non è affatto un peccato». Quando e perché decise di farsi prete? «Ho deciso nell’ultimo anno di liceo, in modo molto rapido, pensando che mettermi al servizio di Dio fosse la cosa migliore». È vero che i suoi genitori erano contrari? «Erano profondamente contrari. Per loro fu un grande dolore. Ma non posero veti, anche se avrebbero potuto, dato che ero minorenne. Poi, vedendomi felice, furono felici anche loro».
 
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