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Parisi (Lincei): dalla crisi un'occasione per ricostruire il Paese

Giovanni Caprara, Corriere della Sera, 11 febbraio

Redazione InPiù 12/02/2021

Giorgio Parisi Giorgio Parisi Lo scorso 9 febbraio la Fondazione Wolf di Israele ha assegnato il «Wolf Prize», il riconoscimento scientifico più importante dopo il Nobel,  a Giorgio Parisi, fisico teorico dell’Università la Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, per «le sue scoperte pionieristiche nella teoria quantistica dei campi, in meccanica statistica e nei sistemi complessi». Giovanni Caprara l’ha intervistato sul Corriere della Sera dell’11 febbraio. Lei continua un’illustre tradizione per la quale i nostri matematici sono famosi nel mondo. Lo riconosceva anche Einstein. «Abbiamo sempre manifestato buone capacità, a cominciare dal grande Vito Volterra, fondatore del Cnr. Ma tanti altri nel tempo hanno brillato». Oggi la storia continua? «Solo in teoria, purtroppo. La situazione della scienza in generale in Italia è tale che anche i matematici li ritroviamo all’estero». Il disinteresse per la ricerca nel nostro Paese non concede eccezioni, dunque. «La situazione è più grave perché riguarda la cultura in generale. Oggi tutti vediamo come sia diminuito il prestigio di un insegnante di liceo rispetto al passato e altrettanto quello dello scienziato. Nonostante questo, i giovani continuano a impegnarsi sperando che le cose cambino. Ma le conseguenze sono gravi». Ad esempio? «Fino a un mese fa eravamo il fanalino di coda internazionale nelle analisi delle varianti del virus pandemico. Non erano finanziate perché costose. Ora finalmente qualcosa si riesce a fare. Ma non si può immaginare di produrre vaccini se non abbiamo persone preparate. Occorre un ambiente adeguato per affrontare le nuove sfide». Pessimista sul futuro? «No, al contrario, sono ottimista. Credo che dalla crisi che stiamo vivendo possiamo uscire trovando il coraggio per un cambiamento; un punto di partenza su cui ricostruire il Paese».
 
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