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Padoan: Unicredit vuole crescere Mps da valutare come altre opzioni

Francesco Manacorda, la Repubblica, 5 febbraio

Redazione InPiù 05/02/2021

Padoan: Unicredit vuole crescere Mps da valutare come altre opzioni Padoan: Unicredit vuole crescere Mps da valutare come altre opzioni «Unicredit vuole crescere, senza escludere operazioni per linee esterne. Crescerà anche diventando più verde e più sostenibile, come alfiere dei criteri ESG che regolano appunto ambiente sostenibilità e governance». Lo afferma Pier Carlo Padoan, presidente designato di Unicredit, il secondo gruppo bancario italiano, che ha appena cambiato il suo Ceo, scegliendo Andrea Orcel, in un’intervista a Francesco Manacorda per la Repubblica del 5 febbraio. Come è arrivata la scelta di Orcel? «È stato un processo molto complesso, ma anche molto trasparente. E questo, unito alla qualità indiscussa della persona scelta, penso sia la miglior rassicurazione per i nostri stakeholder». Orcel è un banchiere d’affari, mentre Unicredit dovrebbe recuperare terreno sulla parte commerciale. Non sarebbe stato più adatto un altro profilo? «Orcel è una persona di elevato standing internazionale, riconosciuto dai mercati e con grande competenza sia nel banking sia nelle relazioni istituzionali. Certo, vogliamo continuare a rafforzare l’attività di banca commerciale e Unicredit sta facendo già importanti passi avanti in questo senso. Il fatto che Orcel sia identificato come investment banker non vuol dire che non si occuperà di banca commerciale. Tutt’altro. Sono certo che saprà creare un team manageriale dedicato a questo settore sotto la sua guida, integrato con le altre attività del gruppo». Draghi presidente del Consiglio cambierebbe il quadro per voi? «Mi aspetto che porti il suo stile e la sua personalità per gestire una crisi complessa come quella italiana. Se c’è una persona in grado di farlo è lui, che in passato ha preso alcune fondamentali decisioni, perché ha la grande dote di riuscire a trovare una sintesi in situazioni complesse. Non so se la sua nomina influirà sul sistema bancario, ma il sistema bancario con la sua solidità e la sua capacità di mobilitare risorse farà tutto il possibile per aiutare un governo Draghi». In Italia c’è un capitolo fusioni da affrontare. Che ruolo giocherete? «Abbiamo voglia di crescere e di creare valore più di prima. Il nostro concorrente dall’altra parte della strada ha fatto un balzo in avanti nelle dimensioni attraverso un’acquisizione e non nego che questo ha modificato lo scenario competitivo. Di sicuro Unicredit dovrà considerare questo aspetto e ritengo che il nuovo Ceo se ne occuperà direttamente».
 
Quindi prevedete anche una crescita per linee esterne? «Non escludo nulla. Siamo in una fase di profondo cambiamento e la crescita per linee esterne è uno degli strumenti a disposizione, anche se come è ovvio il cda non approverà nessuna operazione che non sia nell’interesse pieno di tutti i suoi azionisti». E Mps lo è? «Questa ipotesi sarà valutata come tutte le altre, facendo i conti. In passato è stato posto il tema della neutralità di capitale, che è un tema importante perché preserva i risultati del lavoro di rafforzamento svolto negli anni scorsi». Una certa vulgata vuole lei in Unicredit per agevolare la fusione con Mps, che da ministro del Tesoro ha salvato. Orcel andrebbe in direzione opposta. È così? «No, è una visione del tutto fuorviante. Io non sono stato né chiamato né spinto dalla politica in Unicredit e continuo ad essere estraneo a pressioni politiche».
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