Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Bini Smaghi: “L'Italia rischia la credibilità sul Recovery Plan

Francesco Manacorda, la Repubblica, 18 gennaio

Redazione InPiù 22/01/2021

Bini Smaghi: “L'Italia rischia la credibilità sul Recovery Plan Bini Smaghi: “L'Italia rischia la credibilità sul Recovery Plan Sul Recovery Plan italiano «è difficile dare un giudizio, perché in pochi giorni sono significativamente cambiate le cifre riguardo alle macroaree di intervento, ma allo stesso tempo sono scomparsi i progetti. E mancano le riforme, che rappresentano una condizione essenziale per l’erogazione dei fondi. La cifra va spesa bene e con criteri diversi da quelli, generici, visti finora. sennò è a rischio la credibilità dell’Italia». Lo afferma Lorenzo Bini Smaghi ex membro del board della Banca centrale europea, e presidente del colosso bancario francese Société Générale, intervistato da Francesco Manacorda per la Repubblica del 18 gennaio. La crisi di governo monopolizza le cronache, ma il problema del Recovery Plan resta e forse peggiora alla luce di quanto sta accadendo in Parlamento. «Serve un governo con idee chiare e in grado di fare una proposta forte. In primavera, dopo gli Stati Generali, il premier Conte aveva annunciato che si sarebbe intervenuti su alcuni colli di bottiglia, come la giustizia amministrativa o il fisco. Come dice anche Mario Draghi bisogna fare delle scelte forti, ma forse farle - in questo momento più che mai - rischia di scontentare qualcuno. Di norma per trovare un compromesso ci si mette attorno a un tavolo, si discute e si esce con un programma mediato. Qui non si è fatto nemmeno questo passaggio e quindi non si è mai arrivati a una proposta di riforme». Insomma, il governo ha peccato di dirigismo? «Di dirigismo del non fare perché ha deciso di non affrontare alcuni temi. La grande occasione per l’Italia di fare le riforme, alcune che vanno anche finanziate, come quella del Welfare, al momento non c’è». Altro aspetto non risolto è quello della governance del Piano. Come andrebbe affrontato? «La proposta sulla governance è stata svelata all’ultimo, come se fosse un segreto di Stato. E, ritirata l’idea di una task force, ora non c’è una proposta chiara e definitiva. Invece quello della governance è un aspetto fondamentale perché tutti sanno che l’Italia non riesce da anni a spendere i fondi europei. Inoltre, sembra mancare la volontà di confrontarsi con chi ha conoscenza dei meccanismi decisionali e operativi dello Stato. Assonime, ad esempio, ha presentato uno schema ben preciso, che potrebbe rappresentare un punto di riferimento».
 
Ma l’Italia è un’eccezione negativa? Non ci sono altri Paesi che hanno problemi sul Recovery Plan simili al nostro? «Chi sostiene che anche gli altri Paesi sono in ritardo o finanziano vecchi progetti non ha capito che l’Italia è in una posizione di maggiore fragilità rispetto a tutti gli altri. Noi non cresciamo da vent’anni, abbiamo il debito pubblico più elevato di tutti e allo stesso tempo siamo il Paese che riceve più fondi europei di tutti. C’è dunque una legittima aspettativa, da parte dei contribuenti degli altri Paesi europei che ci danno tutti questi fondi, che questi vengano utilizzati in modo efficace per riparare i problemi strutturali del nostro paese. “Altrimenti che ve li abbiamo dati a fare?” chiederebbero giustamente». C’è il rischio che la crisi spinga il governo ad aumentare ancora la spesa pubblica per ottenere consensi in aula o elettorali? «Se questo fosse il caso, come cominciano a pensare alcuni all’estero, sarebbe la fine dell’integrazione politica e fiscale europea. Se chi ci ha dato i fondi per la ricostruzione scopre che sono stati spesi per il consenso elettorale, non sarà più disposto a darceli in futuro. È a rischio la credibilità del Paese».
Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.