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Bettini: se il governo implode elezioni inevitabili

Maria Teresa Meli, Corriere della Sera, 11 dicembre

Redazione InPiù 11/12/2020

Goffredo Bettini Goffredo Bettini Se il governo Conte dovesse implodere per ragioni interne alla maggioranza sarebbe impossibile continuare la legislatura con altre soluzioni. Ne è convinto Goffredo Bettini, “ideologo” del Pd e tra le voci più ascoltate dal segretario Nicola Zingaretti, intervistato sul Corriere della Sera dell’11 dicembre da Maria Teresa Meli. Secondo lei Conte ha peccato di ingenuità non coinvolgendo più soggetti da subito o ha tentato di accentrare nelle sue mani la gestione del Recovery? «Ho fiducia in Conte. Stiamo ai fatti: il governo deve ancora approvare una sua prima proposta sul Recovery fund. Nel percorso successivo si potrà discutere, cambiare, emendare. Non è un testo sacro. Il Parlamento serve a migliorare i provvedimenti, soprattutto quelli di indirizzo strategico. Così sarà. Alla fine di febbraio si tireranno le somme: sia sulla “ingegneria” di gestione, sia sulla scelta definitiva dei progetti e dell’allocazione delle risorse». Ritiene che sotto sotto Renzi punti alla crisi di governo? «Non so se, nella fase nuova che si sta aprendo, Renzi abbia intenzione di togliere il suo sostegno a Conte. Per certi aspetti non mi interessa leggere nella sua testa, piuttosto sapere che senza Italia Viva il governo non avrebbe più i numeri per andare avanti. Quindi, con pazienza, occorre ricomporre ascoltando tutti. E occorre, dall’altra parte, porre i problemi in maniera costruttiva». Veramente lei pensa che con la terza ondata della pandemia alle porte e l’arrivo dei fondi del Recovery se cade questo governo si va alle elezioni? Non sarebbe da irresponsabili? «Se l’attuale esecutivo dovesse implodere, per ragioni interne e non a causa dell’opposizione, sarebbe secondo me impossibile continuare la legislatura con altre soluzioni. Nessuno sarebbe più in grado di mettere in piedi ipotesi credibili. A quel punto ritengo inevitabili le urne. E tutti dovranno rispondere della propria parte di responsabilità nell’aver portato il Paese, in un momento così delicato, all’avventura di nuove elezioni».
 
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