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Obama: Biden sa unire. Sanerà le divisioni del mondo provocate da Trump

Javier Moreno, la Repubblica, 20 novembre 2020

Redazione InPiù 20/11/2020

Obama: Biden sa unire. Sanerà le divisioni del mondo provocate da Trump Obama: Biden sa unire. Sanerà le divisioni del mondo provocate da Trump Gli Stati Uniti stanno vivendo tempi strani, osserva Javier Moreno, autore di una intervista all’ex presidente americano Barack Obama («la Repubblica», 20 novembre 2020). I protocolli per la transizione ordinata del potere, venerati come la Repubblica Americana stessa, sono attualmente in pericolo a causa del rifiuto dell’attuale occupante della Casa Bianca di accettare la sua sconfitta. Il processo è un rito laico, una liturgia democratica durante la quale il perdente non solo riconosce di aver perso, ma, accettando la vittoria del suo rivale, conferisce a quest’ultimo la legittimità di perseguire, come in una staffetta, la ricerca di quella “più perfetta unione” prescritta dalla Costituzione. È anche un messaggio a tutti i cittadini, in particolare a quelli che sono dalla parte dei perdenti, che è tempo di guarire le ferite. Nel libro che ha appena pubblicato, A Promised Land, Barack Obama ricorda l’impressione che gli fece il modo elegante con cui George W. Bush e la sua famiglia svolsero questo compito. «Mi ripromisi — scrive — di trattare il mio successore allo stesso modo al momento opportuno». Il suo successore è stato Donald Trump. Durante la conversazione svoltasi domenica scorsa a Washington, gli ho chiesto se lo ha fatto davvero, con eleganza. «L’ho fatto». È stato difficile? «È stato difficile, ma ce l’ho fatta. Chiamai Donald Trump quella sera stessa, a tarda notte, per congratularmi con lui, anche se la sua vittoria su Hillary Clinton aveva all’incirca lo stesso margine della vittoria di Joe Biden su di lui. Feci quella telefonata, non abbiamo rimandato per settimane fingendo che non fosse successo. Qualche giorno dopo lo invitai alla Casa Bianca con sua moglie, Melania. Feci in modo che tutti i miei dipartimenti e i miei collaboratori preparassero i manuali per la transizione. A quanto pare, non sempre sono stati letti. Uno di questi riguardava come affrontare l’eventualità di una pandemia. Sembra che non abbiano seguito le linee guida indicate. Cercai di mettere in pratica la lezione imparata da George W. Bush durante il mio insediamento. Il trasferimento pacifico del potere tra i partiti fa parte di ciò che fa funzionare una democrazia». Il che ci porta a ciò che sta accadendo ora. Non solo il presidente Trump non ha ancora invitato il presidente eletto Biden, ma non ha nemmeno ammesso la sua vittoria. Ha mai immaginato che questo potesse accadere nel suo Paese? «Quattro anni fa, non me lo sarei mai immaginato. Mi dispiace dire che al termine della presidenza di Donald Trump questo comportamento non mi sorprende. Michelle ed io parliamo molto. Lei è più pessimista sulla natura umana. Cerco di ricordarle che quando venni al mondo, in gran parte dell’America, in un albergo come questo, non c’erano ospiti afroamericani. Se io e lei ci fossimo incontrati qui, era perché portavo le sue valigie. E ora siamo seduti qui, e io sono l’ex presidente degli Stati Uniti. Può essere frustrante e scoraggiante, ma 59 anni nel corso della storia dell’umanità non sono che un istante».
 
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