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Al-Issa (Lega musulmana): L'errore è stato importare imam radicalizzati

Goffredo Buccini, Corriere della Sera, 13 novembre

Redazione InPiù 13/11/2020

Al-Issa (Lega musulmana): L'errore è stato importare imam radicalizzati Al-Issa (Lega musulmana): L'errore è stato importare imam radicalizzati Non nomina mai Erdogan. Ma bolla le «interferenze straniere» come causa di «idee perverse» nell’Islam europeo: definendo un «grosso errore» l’«importazione» degli imam (con chiaro riferimento all’espansionismo del rais di Ankara sui luoghi di culto musulmani in Francia). Si dice offeso dalle vignette di Charlie Hebdo ma sconfessa chi ne trae «pretesti per odio, violenza e terrorismo». Intervistato da Goffredo Buccini per il Corriere della Sera del 13 novembre, a due settimane dall’inizio dell’ondata di attacchi jihadisti contro l’Europa, Mohammed Al-Issa, segretario generale della Lega musulmana mondiale e voce dialogante della monarchia saudita. Pur tra cautele e contraddizioni (la Lega musulmana è vista da molti con sospetto, come guardiana del mondo sunnita contro il secolarismo) Al-Issa traccia un confine netto con il radicalismo. E soprattutto afferma che i musulmani in Europa non sono affatto perseguitati come Erdogan sostiene. Prima Nizza, poi Vienna: l’Europa è di nuovo nel mirino del terrorismo islamista. «Ne sono molto addolorato. Chi ama la pace nel nostro mondo deve unire gli sforzi per affrontare questo terrorismo. Ma è un grave errore attribuire all’Islam questa ideologia terrorista che odia tutti, è quello che vogliono i terroristi. Quando la si attribuisce all’Islam, i terroristi realizzano alcuni dei loro obiettivi, creando conflitti tra seguaci di religioni e culture diverse». Noi europei sentiamo minacciati i nostri valori di libertà d’espressione, i nostri diritti civili. Abbiamo torto? «Senza libertà non può esserci mondo civilizzato. Ma crediamo anche che le libertà debbano prendere in considerazione la dignità degli altri». Dunque, secondo lei, andrebbero limitate? «La 65esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, al 68esimo punto dell’ordine del giorno, ha affermato che insultare le religioni è un grave affronto alla dignità umana. E la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che insultare il profeta Maometto (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) non rientra nella libertà di opinione. Ciò nonostante, noi sosteniamo che tutto questo non può diventare un pretesto per l’odio, la violenza o il terrorismo. Noi invitiamo a un vero dialogo tra Oriente e Occidente: abbiamo così tanti punti in comune…». So che lei considera i terroristi jihadisti come «falsi islamici». Ma loro affermano di essere i veri, anzi, gli unici islamici… «Loro fingono di agire in nome dell’Islam. Ma hanno contro più di un miliardo e ottocento milioni di musulmani nel mondo. Sappiamo che estremismo, violenza e terrorismo erano comuni tra molti seguaci delle religioni e di molte ideologie, la storia ne è testimone».
 
È preoccupato da una possibile ondata di islamofobia in Europa, per effetto di questi attacchi? «Tutto è possibile, ma bisogna essere ottimisti. In Europa ci si rende conto che i crimini di violenza e terrorismo sono compiuti da persone malvagie e che il mondo islamico li condanna completamente». Il presidente turco Erdogan ha sostenuto che i musulmani nell’Unione europea «sono perseguitati come gli ebrei sotto il nazismo». Da qui si è scatenata un’ondata di rabbia nel mondo islamico. Dopo qualche giorno, sono ricominciati gli attacchi in Europa… «Nella mia analisi non mi soffermo sui nomi. Ma i leader religiosi musulmani in Europa mi hanno sempre detto che sono orgogliosi dei Paesi in cui vivono e di portare l’identità di questi Paesi. Mi hanno detto che praticano i loro riti religiosi in completa libertà e che sono integrati nelle società in cui vivono, rispettandone la Costituzione e le leggi». Erdogan sostiene anche che i leader europei sono «fascisti nel vero senso della parola» e dà del «pazzo» a Macron… «Nella Grande Moschea di Parigi mi hanno mostrato i nomi dei soldati musulmani che si sono sacrificati per la Francia durante la Seconda guerra mondiale. Quei nomi sono stati incisi con orgoglio sul muro della moschea. E io ne sono molto contento». Perché? «Perché i nostri leader religiosi che vivono in Europa mi hanno assicurato di essere completamente estranei a certe idee perverse che rappresentano solo sé stesse». E da dove vengono queste idee perverse? «Le cause di queste idee perverse sono interferenze straniere che portano avanti un’agenda specifica, la quale non ha nulla a che fare con la vera religione. Purtroppo, ci sono finanziamenti religiosi mirati». In che senso? «Nel senso che si rivolgono a determinate parti, così come avviene con l’importazione della formazione per gli imam: e questo è un grosso errore. Chi viene da fuori del Paese per la formazione, trasferirà la sua cultura e le sue convinzioni in circostanze e ambienti diversi. Nell’Islam abbiamo una base dottrinale: nelle norme giuridiche islamiche bisogna prendere in considerazione le specificità di ciascun Paese».
 
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