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Conte: "Chi ora rifiuta le tre fasce ci porta a sbattere. Serve unità"

Monica Guerzoni, Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, 7 novembre 2020

Redazione InPiù 07/11/2020

Conte: Conte: "Chi ora rifiuta le tre fasce ci porta a sbattere. Serve unità" Sul «Corriere della Sera» del 7 novembre 2020 Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini hanno intervistato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Presidente Conte, le Regioni sono in rivolta e anche tanti cittadini. Il meccanismo che ha diviso l’Italia in tre fasce di rischio va rivisto? «Sono sei mesi che l’ISS sta sperimentando, insieme alle Regioni, questo meccanismo di monitoraggio. Le Regioni lo alimentano con i dati inviati periodicamente e ne certificano i risultati attraverso i loro rappresentanti che fanno parte della cabina di regia». I presidenti delle regioni rosse e arancioni, Fontana, Cirio, Spirlì e Musumeci, si sentono presi a schiaffi dal governo. «Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato. I cittadini della Lombardia, del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Calabria, non ne trarrebbero nessun beneficio. Senza contare l’ingiustizia di imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche». Il presidente Mattarella invoca unità. Non è una sconfitta per lei quella cartina di una Italia spaccata in tre? «Unità significa solidarietà, non omogeneità. Non sono giornate felici per le aree rosse. I cittadini sono costretti a un nuovo regime molto penalizzante perché sono misure che limitano la circolazione e rischiano di deprimere tanti ristoratori, esercenti attività commerciali e operatori economici. Ma anche le aree arancioni e gialle sono sottoposte a misure restrittive, pur differentemente graduate. Non facciamo tutto questo a cuor leggero. Solo così possiamo contrastare il Covid e vincere questa battaglia. Speriamo il più presto possibile». Salvini accusa il governo di fare scelte politiche per «punire» le giunte di centrodestra e premiare quelle di centrosinistra. La destra cerca la spallata? «Chi ci accusa di agire sulla base di discriminazioni politiche è in malafede. Non c’è nessuna volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Non c’è alcun margine di discrezionalità politica nell’ordinanza del ministro Speranza. Le Regioni sono parte integrante di questo meccanismo». Ci sono Regioni dove il virus va veloce, come la Campania, che si ritrovano in fascia gialla. Non tornerete indietro, anche se tanti lamentano la scarsa trasparenza e vi accusano di decidere sulla base di dati vecchi e incompleti? «No, su questo non torniamo indietro. L’alternativa a questo sistema è chiudere ancora una volta il Paese con danni enormi per tutti. In questo caso mal comune non sarebbe mezzo gaudio, ma disastro per tutti».
 
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