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Rappuoli: «La cura con i super anticorpi arginerà il Covid»

Letizia Gabaglio, la Repubblica, 31 ottobre 2020

Redazione InPiù 31/10/2020

Rappuoli: «La cura con i  super anticorpi arginerà il Covid» Rappuoli: «La cura con i super anticorpi arginerà il Covid» Potremo curarci tutti come ha fatto Trump? Sì, forse già a partire dalla fine dell’anno. È arrivato infatti l’annuncio di una delle aziende in corsa per lo sviluppo della cura che è stata impiegata con il presidente americano: entro la fine dell’anno verrà prodotto un milione di dosi di bamlanivimab, di cui 300mila già opzionate dal governo Usa nel caso in cui si ottenga il via libera accelerato dell’Fda. L’azienda è Eli Lilly, e non Regeneron, quella che ha fornito il farmaco a Trump, ma il tipo di molecola è la stessa: un anticorpo monoclonale, una vecchia conoscenza della medicina, che li usa per i tumori e le malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide. Ma anche se negli Stati Uniti sembra che la corsa al farmaco sia più veloce è in Italia che si sta mettendo a punto l’arma più potente di questo arsenale. Precisamente a Siena, dove Rino Rappuoli, a capo della ricerca di Glaxo Vaccines e del Mad Lab della Fondazione Toscana Life Sciences, stava lavorando già prima dello scoppio della pandemia a una tecnologia in grado di sviluppare armi super potenti. Il 31 ottobre lo scienziato italiano è stato intervistato su «Repubblica» da Letizia Gabaglio. Professor Rappuoli, gli anticorpi monoclonali contro il coronavirus sono speciali? «Sì, perché sono un gioiello di innovazione tecnologica. Quelli usati in oncologia, per esempio, devono essere somministrati in grandi quantità e quindi per endovena, un approccio che nelle malattie infettive non si può usare. Negli ultimi venti anni la tecnologia è andata avanti e oggi riusciamo a sviluppare anticorpi mille volte più potenti, che possono quindi essere usati in quantità mille volte inferiori e con un costo di conseguenza ridotto. Ecco perché, per la prima volta, possiamo usare gli anticorpi monoclonali anche per le malattie infettive». È vero che il vostro anticorpo è il più potente? «Sì, è il più potente fra quelli descritti finora dalla comunità scientifica. La potenza viene misurata in vitro dove mettiamo l’anticorpo insieme a delle cellule infettate con il virus: se per un millilitro di soluzione ci vuole un microgrammo di farmaco allora non è molto potente, se come nel nostro caso ce ne vuole solo un nanogrammo allora è estremamente potente. Questo fa una differenza enorme in termini di quantità che bisogna somministrare per avere un effetto: per il paziente è la differenza fra un’infusione in ospedale e una puntura a casa». 
 
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