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Wylie (Cambridge Analytica): “Vi spiego perché i social minacciano la democrazia”

Antonello Guerrera, la Repubblica, 18 settembre

Redazione InPiù 20/09/2020

Wylie (Cambridge Analytica): “Vi spiego perché i social minacciano la democrazia” Wylie (Cambridge Analytica): “Vi spiego perché i social minacciano la democrazia” Come e perché i social, o meglio il loro uso distorto, minacciano la democrazia. Lo racconta Christopher Wylie, colui che ha svelato nel 2018 lo scandalo di Cambridge Analytica, dove ha lavorato per anni, intervistato da Antonello Guerrera per la Repubblica del 18 settembre alla vigilia della presentazione in Italia del suo libro 'Il mercato del consenso' (Longanesi). Ce l’ha, tremendamente, con Facebook. Perché, Wylie? «Perché oramai politica e tecnologia hanno una relazione tossica. Facebook e i social media diffondono disinformazione: così persino la pandemia del Covid 19 diventa un caso politico. Ciò perché i social media hanno fatto sì che la disinformazione sia semplice e adattabile, mentre in passato promuoverla era molto più difficile». Il problema è che il confine con la libertà di parola è spesso labile. «No. Facebook e il suo capo Zuckerberg hanno una concezione della libertà di espressione molto americana e troppo ingenua, che mal si applica al resto del mondo: basta vedere cosa è accaduto in Myanmar, dove Facebook ha veicolato messaggi razzisti alla base del genocidio dei musulmani rohingya. In questo e altri casi, Facebook non ha fatto nulla per fermarlo. E avrebbe tutti i mezzi per farlo». Anche preventivamente? «Facebook riesce a elaborare un’incredibile quantità di dati in tempo reale, potrebbe bloccare la disinformazione prima che si diffonda. Ma non lo fa. Ci vogliono nuove regole per Facebook e i social media affinché questo non accada più: quando inventarono gli aerei, il traffico in cielo non era regolato, oggi sì. Tocca fare lo stesso: la sicurezza non è solo fisica, ma anche sociale.
 
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