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Gianrico Carofiglio: quelle palestre educano alla violenza

Niccolò Zancan, La Stampa, 9 settembre 2020

Redazione InPiù 11/09/2020

Gianrico Carofiglio: quelle palestre educano alla violenza Gianrico Carofiglio: quelle palestre educano alla violenza In una intervista rilasciata a Niccolò Zancan, apparsa sulla Stampa il 9 settembre 2020, l'ex magistrasto e scrittore Gianrico Carofiglio commenta l'omicidio di Willy Monteiro Duerte a Colleferro. Carofiglio, quello che è successo a Colleferro è colpa delle arti marziali? «Non è corretto parlare di arti marziali. In questo caso parliamo di una disciplina di combattimento, l’Mma, cioè parliamo di uno sport estremamente violento, in cui le regole sono molto meno restrittive di quelle di altri sport da combattimento come ad esempio il pugilato. Detto questo, non può essere colpa delle discipline sportive. Come non è colpa degli allevamenti di cani, se un cane assalta un uomo. Ma non voglio eludere la domanda: ci sono alcune palestre in Italia che possono essere luoghi  pericolosi di educazione alla violenza» Il direttore della Stampa ha affermato in un tweet che le palestre di Mma andrebbero chiuse. Lei è d’accordo? «No, non in questi termini. La soluzione non è chiudere le palestre. Ma penso che ci si sia un problema di controlli sull’insegnamento di discipline potenzialmente pericolose. Oggi se io voglio aprire una palestra dove dico che si impara l’arte definitiva del combattimento per sconfiggere qualsiasi avversario, lo posso fare. Lo può fare chiunque, anche un qualsiasi balordo. Questo è il problema. Forse qualche forma di controllo sull’insegnamento servirebbe, magari l’istituzione di un patentino. Forse servirebbe un censimento delle palestre, per verificare quei minimi requisiti di professionalità tecnica e di consapevolezza che deve avere un insegnante». Parliamo del pestaggio di Colleferro con lo scrittore Gianrico Carofiglio per almeno due motivi. Il primo è che pratica le arti marziali fin da ragazzo (sesto Dan di karate) e il suo personaggio letterario più celebre, l’avvocato Guido Guerrieri, si tiene in forma e si salva la testa prendendo a pugni un sacco da boxe. Il secondo è che l’ex magistrato di Bari ha appena pubblicato per Feltrinelli un saggio che si intitola «Della gentilezza e del coraggio». 
 
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