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Von der Leyen: ora investire in modo responsabile

Marco Bresolin, La Stampa, 24 luglio

Redazione InPiù 25/07/2020

Ursula von der Leyen Ursula von der Leyen A pochi giorni dalle vacanze, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, intervistata da Marco Bresolin sulla Stampa di venerdì 24 luglio, parla dell’accordo raggiunto all’alba di martedì sul Recovery Fund. All’inizio della pandemia, l’Italia ha denunciato una mancanza di solidarietà da parte dell’Ue. Ora c’è questo strumento che porterà molte risorse nel nostro Paese: crede che gli altri leader abbiano sentito la necessità di riservare un trattamento speciale all’Italia, anche per mostrare solidarietà? «Credo che questo risultato sia un forte segnale di compattezza e solidarietà, unite alla necessità di investire in modo responsabile. All’inizio della crisi quasi tutti gli Stati hanno guardato innanzitutto ai loro problemi nazionali». Poi cosa è cambiato? «Questa crisi profonda ci ha insegnato quanto deboli siamo se ognuno va per la sua strada. A volte serve una crisi per ricordarsi quanto preziosa sia l’Ue». E' per questo che gli altri Stati hanno accettato che l’Italia, storicamente un contributore netto del bilancio Ue, diventerà un beneficiario? «L’Italia è stata colpita per prima e più forte degli altri. I nostri cuori hanno sanguinato nel vedere che non potevamo aiutarla all’inizio perché a livello europeo non avevamo i mezzi. Come per tutti gli altri Stati, la crisi economica non è stata colpa dell’Italia: le misure di lockdown erano necessarie. Per questo c’è una vasta consapevolezza che serve un aiuto per quei Paesi colpiti maggiormente. Ed è certamente naturale che oggi l’Italia ne tragga vantaggio». Le risorse del Recovery Fund, però, non arriveranno prima della primavera 2021. «Prima di tutto abbiamo “Sure”, il programma per aiutare la vostra cassa integrazione. Sta quasi arrivando e c’è una forte domanda. Inoltre, ci sono strumenti che consentono di usare i fondi Ue con maggiore flessibilità. E poi abbiamo ciò che è stato approvato dall’Eurogruppo (i fondi Bei e il Mes, Ndr). Ma il “Next Generation EU” include anche un’altra possibilità: le spese e gli investimenti fatti ora – se rispettano le priorità Ue su Clima e digitale, così come la “resilienza” – possono essere finanziati retroattivamente quando lo strumento sarà pronto. In pratica uno Stato potrà presentare il conto alla fine, a patto che queste spese rispondano ai principi Ue di modernizzazione».
 
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