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Roy: Erdogan ha aperto una frattura con Putin

Anais Ginori, Repubblica, 13 luglio

Redazione InPiù 17/07/2020

Olivier Roy Olivier Roy «E’ comprensibile che il Papa si sia lamentato ma ricordiamoci che Santa Sofia è prima di tutto un simbolo per gli ortodossi». Intervistato da Anais Ginori su Repubblica del 13 luglio, l’orientalista e politologo francese Olivier Roy si dice convinto che la «provocazione» di riconvertire l’ex basilica e museo di Santa Sofia in moschea sia una scelta perdente per Erdogan anche nella relazione strategica con Putin, gran difensore della Chiesa ortodossa. «Questa decisione – spiega - non va solo ad accentuare la distanza con gli americani e l’Occidente in generale, ma può aprire nuove tensioni con la Russia». Erdogan insegue ad ogni costo il sogno di un nuovo impero ottomano? «Nelle sue dichiarazioni vuole fare del popolo turco un’avanguardia di tutti i musulmani, ma questo ruolo non gli viene riconosciuto dagli altri Paesi del mondo arabo, anzi la maggior parte rifiuta l’idea di un nuovo modello ottomano». Il presidente turco ha voluto accontentare le frange più radicali? «Le pressioni per riconvertire Santa Sofia non venivano tanto degli islamisti, ma dell’estrema destra nazionalista. Basta vedere quanti pochi militanti islamisti abbiano manifestato negli ultimi giorni davanti all’ex basilica. Non penso sia una decisione che rafforzerà Erdogan, la sua leadership è molto fragile». Perché? «Nel primo decennio degli anni Duemila ha costruito la sua forza sul boom economico, ma questa spinta è finita. Ultimamente Erdogan è stato messo in difficoltà dalla crisi del Covid-19. Ha tardato a prendere misure di prevenzione, negando inizialmente la gravità della minaccia sanitaria. Nei sondaggi è sceso molto». Sul piano internazionale la sua influenza si è invece rafforzata. «E' una forza illusoria. Nei teatri di guerra dove la Turchia è impegnata militarmente, in modo diretto o indiretto, i successi sono sospesi alle prossime scelte della Russia. Se la Russia decidesse di reagire in Libia o in Siria, Erdogan sarebbe di nuovo in difficoltà. Il dialogo tra Erdogan e Putin è appeso a un filo».
 
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