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Miozzo (Cts): su funerali e scuola le scelte piu' dolorose

Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, 10 luglio

Redazione InPiù 10/07/2020

Agostino Miozzo Agostino Miozzo «La scelta più dolorosa? Vietare i funerali. Nel momento di massima disperazione abbiamo impedito alle persone di dare l’ultimo saluto ai propri cari. L’abbiamo fatto come protezione, ma è una cosa che ci porteremo dentro». Agostino Miozzo, direttore generale della Protezione civile, è il coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Durante l’emergenza ha tenuto insieme virologi ed epidemiologi, manager e funzionari, politici e tecnici. E adesso che si entra nella fase più delicata della ripartenza indica le due priorità: riorganizzare la scuola e tenere a bada i nuovi focolai. Fiorenza Sarzanini lo ha intervistato per il Corriere della Sera del 10 luglio. Teme una seconda ondata? «Non possiamo escluderla ma adesso siamo più preparati. All’inizio abbiamo visto persone arrivare con i polmoni devastati. Ora chi ha la febbre si isola, le terapie intensive funzionano. Il sistema di tracciamento è attivo in tutta Italia. Siamo ottimisti anche se 200 nuovi contagi al giorno ci tengono svegli la notte». Le scuole possono diventare focolai? «Parliamo di quasi 12 milioni di persone tra studenti, insegnanti e personale. Milioni di famiglie. Stiamo lavorando a tempo pieno con il ministero dell’Istruzione proprio per evitarlo, consapevoli che la scuola è il Paese». Voi inizialmente eravate contrari alla chiusura. E' stato un errore fermare le lezioni? «Era l’inizio dell’epidemia, non avevamo alcun parametro di confronto con la comunità internazionale. Quando abbiamo avuto dati più precisi siamo stati d’accordo. E infatti abbiamo detto no alla riapertura». E siete stati contestati. «Era fine maggio, ci accusavano perché altri Stati avevano aperto evidentemente senza sapere che il nostro calendario non è uguale a quello dei Paesi del nord. E poi si è visto che avevamo ragione, visto che loro sono stati costretti a chiudere di nuovo».
 
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