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Jourová (Ue): C'è un attacco sistemico a colpi di disinformazione

Francesca Basso, Corriere della Sera, 10 giugno

Redazione InPiù 12/06/2020

Jourová (Ue): C'è un attacco sistemico a colpi di disinformazione Jourová (Ue): C'è un attacco sistemico a colpi di disinformazione La disinformazione online è senza frontiere. E colpisce anche l’Italia. «L’articolo che ha avuto più seguito è stato pubblicato da Sputnik Italia ricevendo 112.800 like, condivisioni e commenti su Facebook, Twitter, Pinterest e Reddit. L’articolo sosteneva falsamente che la Polonia non aveva permesso a un aereo russo con a bordo aiuti umanitari e un team di medici diretto in Italia di sorvolare il proprio spazio aereo». Lo afferma Vera Jourová, ceca, vicepresidente della Commissione europea con delega alle Politiche sui valori e sulla trasparenza, intervistata da Francesca Basso per il Corriere del 10 giugno. Lei ha detto, parlando di disinformazione, che l’Europa è sotto un «attacco sistemico». Chi ci sta attaccando e perché? «L’Ue è un’unione di Stati che è scomoda per alcuni attori stranieri. Soprattutto la Russia usa la propaganda per disturbare la nostra stabilità e democrazia. Vengono prodotte in modo sistematico fake news finalizzate a sfruttare l’ansia e la paura delle persone e indebolire la fiducia nelle istituzioni. Con il Covid abbiamo visto anche aumentare la propaganda della Cina, con la narrazione di un’Unione debole incapace di proteggere i propri cittadini. Non è sempre facile identificare chi c’è dietro: non mi riferisco a chi produce le fake news sulle piattaforme, ma all’individuazione di chi ha l’intenzione di destabilizzare le nostre società. Ci sono molti attori interni che sono disponibili a sfruttare questa disinformazione». Quando parla di Russia e Cina intende i governi? «Per la Russia mi riferisco ai programmi dei media e dei network, non stiamo accusando il governo russo che comunque sostiene questo approccio, non abbiamo le prove. Ma abbiamo pubblicato molti casi documentati di disinformazione diffusa da media pro Cremlino». Ha sostenuto Twitter per avere oscurato alcuni messaggi del presidente Trump. È la scelta giusta? «L’approccio di Twitter — oscuramento e fact checking — si avvicina molto al modo che riteniamo possa far diminuire l’impatto della disinformazione. Non vogliamo la censura e non c’è nella nostra Comunicazione né ci sarà nel Democracy Action Plan che stiamo preparando». Ha detto che l’Ue ha bisogno di «una comunicazione più strategica». Si rischia una «propaganda» dell’Ue? «Non avere una comunicazione sufficiente, che porta fatti e numeri e che sia verificabile, lascia spazio alla disinformazione. In questo memento di crisi è necessario ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
 
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