Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Lamorgese: “Lo Stato aiuterà le imprese contro le mafie.Cambiamo i decreti Salvini”

Alessandra Ziniti, la Repubblica, 19 maggio

Redazione InPiù 22/05/2020

Lamorgese: “Lo Stato aiuterà le imprese contro le mafie.Cambiamo i decreti Salvini” Lamorgese: “Lo Stato aiuterà le imprese contro le mafie.Cambiamo i decreti Salvini” C’è il rischio che le mafie approfittino dell’emergenza per ampliare i loro tentacoli, ma lo Stato aiuterà le imprese. Quanto al tema immigrazione, il governo cambierà i decreti Salvini. Lo afferma il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, intervistata da Alessandra Ziniti per la Repubblica. Ministro Lamorgese, l’Italia riparte. Finisce il momento dei divieti, comincia quello della responsabilità. Basterà? «Mi ha colpito molto quello che ha detto, in una recente intervista a Repubblica, il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz. E cioè che “non dobbiamo sprecare questa crisi”, imparando la lezione impartita a tutto il mondo dal coronavirus sul ruolo centrale della scienza e della sanità pubblica e sul valore delle azioni collettive, che poi sono la somma di tanti gesti individuali. Ora dobbiamo passare dalla fase degli appelli al senso di responsabilità a quella della presa in carico, in prima persona, dei nostri comportamenti quotidiani. Da ministro dell’Interno non mi sono mai stancata di ripetere che ognuno di noi è il migliore controllore di sé stesso».
 
La regolarizzazione dei lavoratori stranieri in nero farà emergere un terzo degli irregolari presenti in Italia. Ma restano gli altri ed è facile prevedere un aumento degli sbarchi in estate. Quale sarà la strategia del Viminale? «La regolarizzazione dei lavoratori, stranieri e italiani, è il frutto di un impegno collettivo – con i ministri Bellanova, Catalfo e Provenzano – che ha avuto al Viminale un punto di mediazione. Sul controllo dei flussi migratori, il nostro impegno è stato rafforzato. Lungo la frontiera orientale sono stati inviati 100 militari e altri ne arriveranno. E il ministro dell’Interno sloveno, Ales Hojs, ha manifestato una maggiore disponibilità alle riammissioni informali degli immigrati irregolari. Sul fronte degli sbarchi, abbiamo reperito una nave per la quarantena dei migranti. Abbiamo già ottenuto la disponibilità da diversi Paesi per la redistribuzione dei migranti sbarcati dall’Alan Kurdi e dall’Aita Mari. L’Italia è in attesa della proposta della Commissione sul nuovo patto europeo su immigrazione e asilo che, come da richiesta non solo nostra, dovrebbe tenere conto del meccanismo di ricollocazione in Europa dei migranti salvati in mare e della responsabilità degli Stati di bandiera delle navi delle Ong». La pandemia ha stravolto l’agenda politica. Che fine ha fatto il lavoro dei tavoli per la modifica dei decreti sicurezza voluti da Salvini? «Il lavoro svolto fino a febbraio qui al Viminale, per predisporre un testo, non andrà certo perduto. Spetta ora alle forze di maggioranza e al governo decidere tempi e modalità per riprendere in mano anche questo tema».
 
All’Italia che non riapre perché non ce la fa e corre il rischio di cedere al welfare delle mafie cosa dice? «C’è attenzione soprattutto sulla crisi che ha colpito medi e piccoli imprenditori. Per agevolare l’accesso al credito, ho chiesto ai prefetti di assumere iniziative con l’Abi e le associazioni di categoria. E ora faccio appello agli imprenditori in difficoltà: rivolgetevi alle istituzioni perché in gioco non c’ è solo la sopravvivenza delle vostre attività ma anche la salvaguardia dell’economia legale; segnalate alle forze di polizia proposte di aiuto provenienti da persone sconosciute o con modalità opache. Lo Stato c’è. E per gli imprenditori che sono già caduti nelle maglie della criminalità mette a disposizione il fondo anti-racket gestito dal Viminale». I temuti problemi di ordine pubblico non si sono verificati. Gli strumenti adottati sono adeguati? «Alle prime avvisaglie, lo Stato ha saputo muoversi con celerità e andare incontro alle necessità delle famiglie che hanno perso improvvisamente ogni forma di reddito. Ora dobbiamo evitare che la paura ceda il passo alla rabbia. Molte categorie economiche, commerciali e professionali dovranno affrontare mesi difficili e per scongiurare licenziamenti, chiusure e fallimenti dobbiamo evitare che le procedure rallentino i tempi di erogazione degli aiuti pubblici. Ma non possiamo rinunciare ai controlli: dobbiamo saper coniugare velocità della ripresa e legalità».
 
Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.