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Morawiecki: L'Europa ha perso la memoria, non ceda alle manovre di Russia e Cina

Francesca Sforza, La Stampa, 8 maggio

Redazione InPi¨ 08/05/2020

Morawiecki: L'Europa ha perso la memoria, non ceda alle manovre di Russia e Cina Morawiecki: L'Europa ha perso la memoria, non ceda alle manovre di Russia e Cina L’Europa ha perso la memoria: non ceda alle manovre di Russia e Cina. Lo afferma il premier polacco Mateusz Morawiecki, intervistato da Francesca Sforza per La Stampa dell’8 maggio giorno in cui l’Europa e gli Stati Uniti celebrano la fine della Seconda guerra mondiale, mentre per Mosca il Giorno della Vittoria, di solito festeggiato con una grande parata militare sulla Piazza Rossa, è sabato 9 maggio. Quest’anno però la pandemia ha costretto il Cremlino a annullare le celebrazioni. Presidente è vero che non siete stati invitati alle celebrazioni del 75° a Mosca? «L’esclusione della Polonia dalle celebrazioni rappresenta una condizione posta da Mosca che significa una cosa sola: per prendere parte al dibattito storico bisogna accettare la narrazione russa. Ma per la Polonia significherebbe aderire a una menzogna: non possiamo consentire che il carnefice venga scambiato con la vittima. Il Patto Ribbentrop-Molotov è stata la prova diretta della preparazione dell’aggressione congiunta alla Polonia, della suddivisione delle aree di influenza e dell’occupazione degli altri paesi della regione del Mar Baltico - Lituania, Lettonia ed Estonia. A seguito di questa decisione milioni di cittadini sono stati sottoposti a repressioni di massa». L’Europa secondo lei ha una percezione corretta della storia e della memoria polacche? «I crimini della Germania nazista e della Russia sovietica hanno inghiottito milioni di vite innocenti. I polacchi si rendono conto di quanto sia importante commemorare le vittime, ne sono testimoni i siti degli ex campi di concentramento tedeschi costruiti nei territori polacchi occupati. Lo stato polacco custodisce e mantiene i luoghi di sterminio, come Auschwitz-Birkenau, Treblinka o Majdanek. Noto però con preoccupazione la sorte dei luoghi di memoria in altri paesi, tra cui quanto rimane del campo di Gusen in Austria. Fu un luogo di esecuzione dell'intellighenzia polacca, di sterminio degli ebrei polacchi ed europei, ma anche di diverse migliaia di cittadini italiani. Complessivamente furono imprigionati e trucidati nei lager di Mauthausen-Gusen i cittadini di ben 26 paesi. Nonostante le preziose iniziative della popolazione locale, fino a oggi non si registra un’azione reale dello stato austriaco. Ecco perché continuo a credere che sia necessario intraprendere l’iniziativa di acquisto di queste aree, per assicurarne una doverosa commemorazione e costruire un centro educativo».
 
Alcuni sostengono che sia la Russia che la Cina sfruttino oggi la pandemia per la propria propaganda politica. Cosa ne pensa? «Di fronte alla lotta contro il coronavirus, dovremmo agire in maniera solidale, perché il virus non conosce confini e attacca l'intera popolazione. Tuttavia, non si può ingenuamente credere che tutte le manifestazioni di aiuto internazionale, in particolare quelle offerte da paesi che lottano per il dominio nel mondo, come Russia o Cina, derivino unicamente da motivazioni altruistiche. Dobbiamo essere estremamente attenti affinché nessuno sfrutti il momento per rompere le nostre alleanze e minacciare la nostra sicurezza». Secondo lei quali sono i margini per cooperare con Russia e Cina nel rispetto degli interessi europei? «Dovremmo mantenere le relazioni con loro, ma non a spese della nostra solidarietà interna europea».
 
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