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Breton: Il turismo Ŕ il settore pi¨ colpito. Servono 300 mld

Marco Bresolin, La Stampa, 23 aprile

Redazione InPi¨ 24/04/2020

Breton: Il turismo Ŕ il settore pi¨ colpito. Servono 300 mld Breton: Il turismo Ŕ il settore pi¨ colpito. Servono 300 mld «Il turismo sarà di gran lunga il comparto economico più colpito dagli effetti della pandemia, per questo la sua ricostruzione deve essere in cima alla lista delle nostre priorità. All’intero settore dovremo destinare un quinto del nuovo fondo per la ripresa, che a mio avviso dovrebbe avere a disposizione un totale di 1.600 miliardi». Lo afferma Thierri Breton commissario europeo per il mercato interno, intervistato da Marco Bresolin per La Stampa del 23 aprile. Tra due mesi inizia l’estate e Ursula von der Leyen ha chiesto ai cittadini di non prenotare le vacanze. Non sarebbe stato meglio consigliare di prenotarle, ma con la possibilità di cancellarle gratis? «Io sono un ingegnere, non un medico. Quindi non me la sento di dare raccomandazioni in merito a ciò che si potrà e non si potrà fare. Credo che i cittadini debbano seguire le regole dei governi, che decideranno quando entrare nella fase due in base all’impatto della pandemia. Sicuramente ci saranno delle limitazioni, per le attività economiche e per i nostri spostamenti. Penso per esempio ai trasferimenti da un Paese all’altro». Italia e Spagna sono due delle principali destinazioni turistiche europee, ma anche i due Paesi più colpiti dal coronavirus: cosa farete per evitare la fuga dei turisti verso altri Paesi mediterranei extra-Ue? «Von der Leyen mi ha chiesto di guidare una missione per studiare ciò che serve al turismo a livello Ue. E per pensare al rilancio. Il turismo deve fare una svolta nel senso dell’eco-sostenibilità e della digitalizzazione. Dobbiamo ripensare e reinventare il turismo per far sì che l’Europa continui a essere attrattiva anche dopo la crisi, la prima meta turistica al mondo. E per farlo ci serve un vero e proprio Piano Marshall». Quanti soldi servono? «Dobbiamo partire da alcuni dati. Il turismo rappresenta l’11% del Pil europeo e il 12% dell’occupazione. Sono 27milioni di posti di lavoro, più di 3 milioni di società. E oggi le attività sono quasi a zero, per questo dico che è in cima alla lista delle nostre priorità. Dobbiamo innanzitutto lavorare sugli strumenti finanziari per consentire liquidità a tutte le attività già a partire dalle prossime settimane. Per la fase di rilancio, credo che dovremo destinare al turismo il 20% del nostro Recovery Fund, il fondo per la ripresa». Sarebbero oltre 300 miliardi, visto che lei aveva presentato una proposta con Paolo Gentiloni per un Recovery Fund da 1.600 miliardi. Giusto? «Per affrontare questa crisi nessun Paese ha a disposizione un solo euro. Né la Germania, né l’Olanda, né la Spagna, né l’Italia: tutti hanno bisogno di prendere soldi in prestito. Ma non tutti possono accedere al credito alle medesime condizioni e questo non è giusto perché di fronte a questa crisi siamo tutti uguali, a prescindere dalla situazione delle finanze pubbliche. Noi abbiamo calcolato che il fabbisogno in Europa è pari a circa il 10% del Pil Ue. E tutti devono poter ottenere prestiti a pari condizioni per arrivare a questa somma. Da qui l’idea e la cifra del fondo da 1.600 miliardi che abbiamo proposto».
 
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