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Michel: Il Mes risponde alle richieste dell'Italia

Alberto D'Argenio, la Repubblica, 18 maggio

Redazione InPiù 18/04/2020

Michel: Il Mes risponde alle richieste dell'Italia Michel: Il Mes risponde alle richieste dell'Italia Il Mes risponde alle richieste dell’Italia. Lo afferma il presidente del Consiglio europeo ed ex premier belga, Charles Michel, in queste ore è in contatto con i leader dell’Unione per preparare il cruciale summit di giovedì prossimo, intervistato da Alberto D’Argenio per la Repubblica di sabato 18 aprile. Presidente, come pensa di gestire un vertice che si preannuncia molto teso? «Proporrò una discussione su quattro capitoli: mercato interno, una massiccia strategia di investimenti, dimensione esterna con focus su Africa e Balcani occidentali e infine resilienza, ovvero come affrontare questa difficile sfida tenendo fede ai valori europei». Insieme alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, lavora a un Piano Marshall per facilitare l’accordo dei capi di Stato e di governo: cosa prevede? «Innanzitutto è importante evitare malintesi: a mio avviso alcuni paesi sottovalutano le decisioni già prese. Nel breve termine danno molte possibilità ai governi, compreso quello italiano. Abbiamo sospeso Patto di stabilità e regole sugli aiuti di Stato, ci sono le misure della Bce e quelle dell’Eurogruppo su Bei, Mes e “Sure”. Tutte insieme valgono il 3,8% del Pil europeo e coprono le necessità di breve termine. Ovviamente non è abbastanza, giovedì avremo una discussione strategica sull’approccio per la ripresa». Con quali risorse pensate di sostenere il piano per il rilancio economico? «Raggiungere un accordo sul bilancio europeo 2021-2027 sarà la svolta per finanziarlo, così come la Banca europea degli investimenti. C’è poi il dibattito tra prestiti e aiuti. Probabilmente avremo bisogno di entrambi, i prestiti tramite la Bei e gli aiuti attraverso i fondi strutturali». È corretto interpretare le sue parole affermando che da qui al 2021, quando entrerà in vigore il nuovo bilancio Ue, non ci saranno fondi aggiuntivi per la ripresa? I governi in difficoltà potranno abbeverarsi solo al Mes? «Per il momento abbiamo fatto il necessario, credo che nel breve termine nessun Paese avrà problemi di finanziamento sui mercati. Seguiremo comunque la situazione settimana dopo settimana e in caso di necessità proveremo ad anticipare alcune decisioni senza aspettare il gennaio 2021 o a sfruttare la flessibilità nell’attuale bilancio della Commissione». Sembra suggerire che questo passo potrà arrivare solo dopo avere esaurito le misure già in campo, compreso il Mes: come giudica il dibattito italiano sulla sua eventuale attivazione? «Conosco e rispetto l’intenso e delicato dibattito politico italiano. Tuttavia il Mes è un meccanismo già esistente, fruibile subito e le proposte dell’Eurogruppo — che spero verranno approvate dai leader — vanno nella direzione chiesta dall’Italia: evitare condizionalità macroeconomiche con una distinzione tra debito accumulato nel passato e misure per fronteggiare questa crisi». Tornando al piano per il rilancio dell’economia: è d’accordo con von der Leyen quando parla di migliaia di miliardi? Come li userete? «Siamo tutti d’accordo sul fatto che serviranno massicci investimenti, ma non sappiamo ancora quale sarà il conto finale. Di certo Green deal e agenda digitale restano i pilastri della ripresa».
 
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