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Scaroni: Riserve monetarie e stabilità politica, la Russia avrà sempre più peso politico

Paolo Possamai, La Stampa, 25 marzo

Redazione InPiù 27/03/2020

Scaroni: Riserve monetarie e stabilità politica, la Russia avrà sempre più peso politico Scaroni: Riserve monetarie e stabilità politica, la Russia avrà sempre più peso politico «Ci auguriamo tutti che finisca presto l’epidemia, ma sarà solo per entrare in un altro scenario drammatico. E la Russia avrà sempre più peso politico». Lo afferma Paolo Scaroni, attuale deputy chairman Rothschild Group, nonché ex amministratore delegato di Enel e Eni, intervistato da Paolo Possamai per La Stampa del 25 marzo. Ma la sospensione del patto di stabilità in sede Ue non è un punto di leva per ripartire? «Il tema italiano non è quel che dice Bruxelles, ma quel che pensano i mercati. E dunque quanto ci costa il debito. Bisogna che in parallelo la Bce aumenti l’acquisto dei titoli di Stato, e per la verità lo sta facendo, indirizzando un grande volume di acquisti nei riguardi del debito del nostro Paese. Altrimenti lo spread andrà alle stelle, con il rischio default connesso». Da più parti, per esempio dall’ex presidente Romano Prodi, è tornata la proposta di una emissione di eurobonds. «Di fronte alla crisi epocale che stiamo vivendo, il sogno sarebbe appunto che fosse la Bce a garantire una emissione di coronabonds. Ma se fossi olandese o tedesco mi chiederei perché devo farmi carico di Paesi che hanno fatto scelleratamente salire il loro debito interno e non sono più in grado di indebitarsi. Ho qualche speranza che, di fronte alla gravità della crisi, anche i Paesi del Nord Europa capiscano che questo intervento della Bce potrebbe salvare anche loro. Ma siamo chiari: anche se la Bce darà la garanzia sui titoli emessi, sarà poi ogni singolo Paese a dover restituire il debito. Spero proprio non sia il libro dei sogni». E dunque quali prospettive si aprono per l’Italia? «Adesso lo chiamano Helicopter money e cioè dare denaro ai cittadini per fare ripartire i consumi. Negli Usa si sta pensando a mille-duemila dollari a ogni americano. Ma questo costoso intervento è possibile per chi ha messo fieno in cascina, insomma per gli Stati che se lo possono permettere. Per un Paese già indebitato come l’Italia temo si apra un futuro molto complicato. I governanti futuri, quando il virus sarà sconfitto, ma la nostra struttura economica sarà in grave affanno, si sentiranno autorizzati a prendere qualsiasi provvedimento fiscale come l’aumento dell’Iva, un sistema di tassazione estremamente progressivo, la patrimoniale. Il nostro rapporto indebitamento/Pil potrebbe avvicinarsi al 200%, come risultato combinato di un Pil che diminuisce e del debito che cresce. Quel che mi dà fiducia è che gli italiani nei momenti difficili sanno rimboccarsi le maniche e allora si può superare tutto».  Quale quadro geopolitico sta determinando il virus? «Dell’Europa ho già detto, ossia che è l’attore più debole sulla scena globale. La Cina ne esce forte, sta già ripartendo e avrà un Pil positivo anche nel 2020. Resta da capire se vorrà avere, oltre alla potenza economica, anche un ruolo politico internazionale di rilievo. Sarà uno dei Paesi che soffrirà di meno del virus, come del resto la Russia. I regimi meno democratici e meno mediatici consentono forse di gestire meglio la crisi da epidemia. La Russia mi sembra in una posizione di forza, per via di riserve valutarie stimate 550 miliardi di dollari e del lungo futuro di stabilità nel nome di Putin. Certo è che la Russia un ruolo politico mondiale lo vuole avere, eccome». 
 
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