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Camisasca: No al matrimonio per i preti. Non ci sono due Papi

Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 11 febbraio

Redazione InPiù 16/02/2020

Camisasca: No al matrimonio per i preti. Non ci sono due Papi Camisasca: No al matrimonio per i preti. Non ci sono due Papi Non ci sono due Papi e due posizioni nella Chiesa. Sono contrario al matrimonio per i sacerdoti. Lo afferma il vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera dell’11 febbraio. Monsignor Camisasca, nel suo ultimo libro «Abita la terra e vivi con fede» lei scrive che siamo a un tornante della storia dell’uomo. Perché? «Perché oggi l’uomo è in grado, attraverso la scienza e la tecnologia, di scendere alle radici della vita. L’uomo potrebbe “creare” l’uomo. Ma quale uomo? Questa “creazione” può coincidere con la sua distruzione. L’uomo può creare anche macchine che lo dominino, finendo quindi per diventare schiavo di ciò che lui stesso ha voluto. Enormi benefici possono capovolgersi nella distruzione dell’umano». Gli sconvolgimenti sembrano riguardare anche la Chiesa. Come la si governa al tempo dei due Papi? «Non ci sono due Papi. C’è un Papa solo: Francesco. Il ministero petrino ha assunto negli ultimi decenni una rilevanza mondiale sempre più vasta. La voce del Papa è ascoltata e contraddetta in tutto il mondo. I giornali non solo parlano del Papa, ma ne creano anche un’immagine. Ma il Papa deve essere libero da ciò che il mondo pensa di lui. Egli deve essere eco della parola di Cristo. Certamente tale parola avrà anche un influsso politico, ma non deve pensare a questo». C’è qualcuno che lavora contro il Papa? «I primi che lavorano contro il Papa sono gli adulatori, che impediscono di vedere la verità. Quando Giovanni Paolo II fu eletto, il vescovo Andrea Deskur, suo amico, gli disse: “D’ora in poi non saprai più chi sono i tuoi amici”. Era un’esagerazione, ma conteneva una verità. Ci sono poi coloro che sono a priori “per” o “contro”, senza fare la fatica di entrare nelle parole di questo pontificato. Ma c’è anche chi vorrebbe canonizzare ogni parola del Papa, come se fosse uguale ciò che dice sull’aereo o in un documento solenne». Non lo è? «Il Papa è Pietro. Non è necessario aderire a ogni particolare della sua personalità. Il Papa deve essere amato e riconosciuto come guida della Chiesa. Soprattutto è necessario chiedersi cosa Cristo vuol dire attraverso di lui a tutti noi». Lei è favorevole a consentire l’ordinazione di uomini sposati, almeno in Amazzonia e nelle zone spopolate? Il celibato è davvero irrinunciabile? «Sono assolutamente contrario all’ordinazione di uomini sposati. Ciò che è stato chiesto per l’Amazzonia diventerebbe una premessa per tutta la Chiesa. Il celibato fu innanzitutto la scelta di Cristo per la sua vita. Egli poi chiamò anche tra gli uomini sposati alcuni suoi apostoli, come ad esempio Pietro. Anche a loro Gesù chiese di lasciare tutto, compresa la famiglia, per seguirlo. Oggi i sacerdoti lavorano molto e portano moltissime responsabilità. Vogliamo aggiungere anche le responsabilità di una famiglia? Come potrebbero poi essere disponibili a spostarsi? E i preti divorziati? Mi sembra una grande saggezza riaffermare l’assoluta convenienza del celibato». 
 
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