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Morgan Ortagus: il ruolo dell'Italia cruciale per la pace in Medio Oriente

Paolo Mastrolilli, La Stampa, 7 febbraio

Redazione InPi¨ 08/02/2020

Morgan Ortagus: il ruolo dell'Italia cruciale per la pace in Medio Oriente Morgan Ortagus: il ruolo dell'Italia cruciale per la pace in Medio Oriente Gli Usa chiedono all’Italia di aiutarli a realizzare il piano di pace per il Medio Oriente. Lo fa la portavoce del dipartimento di Stato Morgan Ortagus, intervistata da Paolo Mastrolilli sulla Stampa del 7 febbraio. Un’obiezione è che lo avete presentato per aiutare Netanyahu nel voto del 2 marzo, e ottenere vantaggi elettorali negli Usa. «Lavoravamo al piano da anni: abbiamo aspettato la prima elezione, poi la seconda, ma ad un certo punto dovevamo agire. L’importante è che entrambi i candidati premier, Netanyahu e Gantz, siano venuti ad incontrare il presidente e abbiano condiviso il piano». I palestinesi lo hanno rifiutato, come pensate di convincerli? «C’è una differenza tra il governo palestinese guidato da Abu Mazen, e il popolo palestinese. Abbiamo presentato un piano in cui per la prima volta Israele accetta di creare uno Stato palestinese, con una mappa e i confini. Sono progressi concreti. Pubblicarlo non è stato il punto d’arrivo, ma il primo passo per arrivare alla ripresa dei negoziati diretti. È una posizione di apertura, e non poteva essere più forte. Nemmeno ad Oslo Israele aveva accettato uno Stato con mappa e confini. Ora speriamo di lavorare con i nostri partner per dare ai palestinesi lo Stato che meritano, e la normalizzazione di Israele nella regione». La Lega araba ha bocciato il piano, come pensate di convincerla? «Ai nostri amici e alleati arabi chiediamo di lavorare con i palestinesi affinché vengano al tavolo, guardino seriamente il piano, e parlino con Israele per avviare i negoziati diretti. Anche l’Italia ha fatto una dichiarazione molto incoraggiante. In Medio Oriente non avremo mai la pace con le risoluzioni Onu, ma solo con le trattative fra le due parti. I leader palestinesi dovrebbe fare uno sforzo onesto per dare uno Stato al loro popolo: se Israele è d’accordo, non è giusto non venire al tavolo».
 
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