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Il filosofo Morizot: l'uomo non è il re della foresta

Michele Neri, la Repubblica, 7 febbraio

Redazione InPiù 08/02/2020

Il filosofo Morizot: l'uomo non è il re della foresta Il filosofo Morizot: l'uomo non è il re della foresta Imparare a “inforestarsi” – spiega il filosofo francese Baptiste Morizot, intervistato da Michele Neri sulla Repubblica del 7 febbraio – significa intrattenere rapporti sociali con la foresta e i suoi esseri viventi, dalla microfauna che nutre il suolo ai grandi predatori. Vuol dire non intendere più la “natura” come qualcosa che la nostra civiltà ritenga di poter prevaricare, o un’entità innocente da attraversare con gli occhi meravigliati da escursionisti della domenica. Per intrattenere un rapporto con la natura uguale a quello descritto con passione da Morizot nel suo Sulla pista animale (Nottetempo), occorre scoprire l’arte sottile del tracciamento. E avvicinarsi così agli altri esseri viventi facendo attenzione ai loro segni, indizi o usi e costumi per sopravvivere lasciandosene investire e trasformare, fino a diventare indistinti da loro. Sulla pista animale (premio Jacques Lacroix dell’Académie française) è un libro spartiacque quanto Walden di Thoreau: trasmette l’entusiasmo gioioso dei Ricordi di un entomologo di Jean-Henri Fabre. Attraverso una serie di pedinamenti e successivi incontri ravvicinati con l’orso, il lupo, la pantera del Kirghizistan, ma anche osservando la cosmologia del lombrico nella compostiera di casa, Morizot, “neo-naturalista” dell’Università di Aix-Marseille, insegna l’attenzione nei confronti delle strategie esistenziali degli altri viventi. In cosa consiste la sottile arte del tracciamento? «Il tracciamento filosofico è diventare sensibili alle modalità con cui gli altri esseri viventi abitano questo mondo. È una nuova forma d’attenzione per il vivente: senza negare possibili conflitti e rapporti di forza ma con l’obiettivo di stabilire un modus vivendi il più pacifico possibile». 
 
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