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Gentiloni: Su webtax accordo globale entro l'anno o Ue andrà avanti da sola

Marco Bresolin e Marco Zatterin, La Stampa, 24 gennaio

Redazione InPiù 24/01/2020

Gentiloni: Su webtax accordo globale entro l'anno o Ue andrà avanti da sola Gentiloni: Su webtax accordo globale entro l'anno o Ue andrà avanti da sola Un accordo a livello globale sul fisco che conduca a una imposta digitale e una tassazione minima per le imprese si può fare. Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia intervistato da Marco Zatterin e Marco Bresolin per La Stampa del 24 gennaio, considera «un fatto positivo» il dialogo tra Stati Uniti e Francia, non gli pare una ritirata bensì «una tregua» che apre uno «finestra di opportunità» sino a fine anno per definire una intesa collettiva sotto l’egida Ocse. È ottimista sull’esito, il commissario Ue per l’Economia. «Abbiamo a disposizione il tempo necessario» eppure avverte che, in caso di fallimento, dovrebbe «riproporre una soluzione europea per entrambi i dossier». E il conflitto fra Europa e Usa tornerebbe al punto di partenza. Un armistizio commerciale aiuterebbe l’Europa a concentrarsi sul suo nuovo profilo. L’ex premier reputa possibile un salto di qualità geopolitico per l’Unione che potrebbe avere anche sbocchi nelle mediazioni per le grandi crisi del momento, dalla Libia all’Iran. A margine del Forum di Davos, si mostra relativamente ottimista per le prospettive dell’economia, fiacca ma non in frenata. E anche per quelle della contabilità pubblica italiana: «Non chiediamo miracoli, ma solo di mettere il debito pubblico in una traiettoria discendente». Commissario, per la webtax si deve puntare diritti sulla soluzione a livello Ocse? «Gli obiettivi devono essere chiari. A livello tecnico siamo molto avanti sul pilastro uno, quello che prevede di riconnettere le imposte ai mercati in cui i profitti vengono generati: l’economia digitale non consente di avere un sistema di 50 anni fa. L’altro pilastro riguarda la definizione di una tassazione minima per le imprese che eviti forme di dumping o addirittura i paradisi fiscali che danneggiano l’economia globale». E se la finestra si chiudesse senza risultati? «Il mio compito sarebbe quello di riproporre una soluzione europea per entrambi i dossier.Ma l’accordo globale è l’esito migliore perché il proliferare di web tax nazionali non è ideale». La web tax europea è già stata bocciata da alcuni governi. Perché ora dovrebbero cambiare idea? «Perché l’impegno formale, preso nel momento in cui hanno bloccato il progetto precedente, è di sostenerlo qualora fallisse l’intesa globale. Dalla discussione che abbiamo avuto dall’Ecofin di martedì credo che avremmo qualche difficoltà in più a raggiungere il consenso sulla tassazione minima delle imprese che non sulla digital tax. In ogni caso come Ue lavoriamo insieme per rendere possibile la soluzione Ocse-G20». Domani il vicepresidente americano Pence arriva a Roma per parlare anche di tassa digitale. Quale è il ruolo italiano? «Chiarire che la web tax non è una misura antiamericana, ma uno strumento per adeguare il sistema fiscale all’era digitale. E che in ogni modo, l’Italia contribuirà alla soluzione globale. Che è quella che dà maggiore certezza a tutti». Trump è in campagna elettorale: non è un un ostacolo? «Lascio la valutazione agli osservatori politici. Ci sono tesi opposte. Certo l’intesa non può essere facoltativa, come era stato suggerito dall’amministrazione americana. La mia impressione qui a Davos è che i grandi dell’economia digitale preferiscano un quadro di certezza globale. Anche perché con questo accordo si eliminerebbero i rischi di una doppia tassazione». La  Commissione  vuole  un ruolo geopolitico. Come si fa? «Oltre al "Green deal", questa è la nostra sfida fondamentale. Al di là dei singoli teatri, la chiave è far convergere quattro dimensioni: politica Estera; politica di Difesa; politica commerciale; ruolo internazionale dell’euro. Solo mettendo gradualmente insieme queste vocazioni, l’Ue potrà assumere un profilo geopolitico che appare difficile persino in aree a noi contigue come il Mediterraneo». 
 
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