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Berrettini: il tennis e le piazze. ╚ ora che i giovani comincino a contare

Stefano Semeraro, La Stampa, 19 dicembre 2019

Redazione InPi¨ 20/12/2019

Berrettini: il tennis e le piazze. ╚ ora che i giovani comincino a contare Berrettini: il tennis e le piazze. ╚ ora che i giovani comincino a contare Il 2019 è stato l’anno della rinascita del tennis italiano maschile e molto del merito è di Matteo Berrettini che in 12 mesi, insieme con Fabio Fognini e Jannik Sinner, ne ha riscritto numeri e destino. Numero 8 del mondo ad appena 23 anni, l’erede ormai conclamato di Panatta ha già vinto 3 tornei Atp (2 quest’anno) arrivando in semifinale agli Us Open e qualificandosi per le Atp Finals, come in 50 anni era riuscito solo all’Adriano nazionale e a Corrado Barazzutti. Matteo, se ripensa alla stagione appena finita quale emozione sceglie? «Difficile – risponde il tennista romano intervistato da Stefano Semeraro sulla Stampa –. È stato un anno impegnativo, con tanti bei risultati. Se devo scegliere dico la vittoria con Gael Monfils che mi è valsa la semifinale a New York. Per come è maturata, per come è finita e per l’importanza del palcoscenico». È quasi tempo di ricominciare: fra dieci giorni si riparte per l’Australia... «Purtroppo di tempo per ricaricarsi ce n’è stato poco, ma nel tennis funziona così, devo abituarmi. Rispetto a un anno fa la classifica è cambiata, dovrò fare attenzione alla programmazione, giocare meno tornei e puntare a quelli più importanti». Uno in particolare? «Col mio staff non ci mettiamo mai obiettivi di classifica o di un singolo torneo, ma certo per me Roma è speciale, e i 4 Slam molto importanti». Quando Rod Laver chiuse il primo Grande Slam il suo coach gli scrisse: “Bravo. Adesso rifallo”. Sente l’ansia della conferma? Ormai è uno degli atleti di punta del nostro sport. «No, anzi mi fa molto piacere essere di ispirazione per chi mi guarda. Trasmettere l’idea che non bisogna mai mollare». 
 
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