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Bill Gates: il mondo migliora ma nuovi rischi dal clima che cambia

Klaus Geiger, la Repubblica 19 settembre

Redazione InPi¨ 20/09/2019

Bill Gates: il mondo migliora ma nuovi rischi dal clima che cambia Bill Gates: il mondo migliora ma nuovi rischi dal clima che cambia Il trend della situazione mondiale è da anni in netto miglioramento ma il cambiamento climatico porta con sé nuovi rischi. Lo afferma il fondatore di Microsoft, Biil Gates, intervistato da Klaus Geiger per la Repubblica del 19 settembre. In questo momento, le persone mostrano di avere paura della catastrofe climatica, soprattutto in Europa. Quindi iniziamo dalle buone notizie: il mondo va meglio. «È così». Ed è così da decenni. «Esatto. Per quanto riguarda l’istruzione e la salute, da decenni l’unico trend è positivo. Dall’inizio del millennio, il tasso di mortalità infantile è diminuito a un ritmo mai registrato prima. Ancora nel 2000 morivano circa dieci milioni di bambini nei primi cinque anni di vita, ora è la metà. Mai come ora così tanti bambini e giovani nei Paesi in via di sviluppo hanno avuto accesso all’istruzione. Con strumenti quali il Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria, il mondo ha fatto passi da gigante. Fin dalla sua istituzione, il Fondo ha salvato 26 milioni di vite. Abbiamo ancora molto da fare ma il bicchiere è mezzo pieno». Che cos’altro deve succedere? «Essenzialmente tre cose. Dobbiamo migliorare ancora nel portare l’aiuto laddove è necessario. Gli Stati devono aumentare la loro spesa per l’aiuto allo sviluppo. E da dieci anni che le cifre degli aiuti, che i Paesi danno in percentuale del loro reddito nazionale lordo ristagnano. E abbiamo bisogno d’innovazione ad esempio, di un vaccino contro l’Hiv». Ma il cambiamento climatico è un problema, giusto? Non rende ancora più difficile raggiungere i vostri obiettivi? «Assolutamente. Nell’Africa Sub-sahariana, nei Paesi poveri, circa il 40% dei bambini è malnutrito. Spesso i loro genitori sono semplici contadini. Sono 700 milioni i contadini in quella condizione. Si calcola che nel 2040 il numero dei raccolti distrutti da eventi meteorologici estremi sarà raddoppiato rispetto oggi. E negli altri anni, i raccolti saranno più scarsi a causa dei cambiamenti climatici». Se ne sente parlare poco nel dibattito generale. «Sì. Raramente si parla degli aggiustamenti che deve fare chi non può scampare il cambiamento climatico. E quando se ne parla, il riferimento è in generale all’innalzamento del livello del mare e alle conseguenze per le popolazioni costiere. La conseguenza peggiore del cambiamento climatico per le persone più povere è il non poter coltivare tutto il cibo che serve loro». Che cosa si può fare? «Abbiamo sicuramente bisogno di più innovazione nelle sementi, in modo che le persone possano  mantenere stabili o aumentare i raccolti anche quando c’è meno acqua e salgono le temperature. Dobbiamo destinare molte più risorse alla ricerca agricola. Dobbiamo raddoppiare la produttività dei campi in Africa». Quindi l’ingegneria genetica è la soluzione? «Ci sono molti modi per migliorare le sementi, e tra questi molti metodi innovativi che rientrano nell’agricoltura convenzionale. Altri passi avanti in questo settore sono impensabili senza l’ingegneria genetica». 
 
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