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Nida-Ruemelin: Rete neonazi sottovalutata dal governo di Berlino

Francesca Sforza, La Stampa, 27 giugno

Redazione InPi¨ 28/06/2019

Nida-Ruemelin: Rete neonazi sottovalutata dal governo di Berlino Nida-Ruemelin: Rete neonazi sottovalutata dal governo di Berlino «L’omicidio di Walter Luebke  segna un punto di svolta nella storia dell’estrema destra tedesca». Julian Nida-Ruemelin, filosofo, a capo del Dipartimento di Teoria Politica dell’Università di Monaco, ascoltatissimo ministro  della Cultura ai tempi del governo Schroeder-Fischer e autore di “Pensare oltre i confini”, sul tema delle migrazioni contemporanee, esprime preoccupazione in un’intervista a Francesca Sforza per La Stampa. Professor  Nida-Ruemelin, il governatore della Baviera Seehofer ha parlato, con riferimento al caso Luebke, di «omicidio politico». Siamo di fronte a un salto di qualità nella violenza dell’estrema destra tedesca? «Senza dubbio sì, è un omicidio che ha avuto luogo anche perché le autorità non hanno voluto rendersi conto che avevano a che fare con un’organizzazione terroristica di marca neonazista in piena regola. Sin dall’inizio gli inquirenti si sono concentrati sugli aspetti privati, sulle singole minacce ricevute, e non hanno capito che non si trattava di un caso isolato». Era parte cioè di un piano più vasto? «Guardando le cose retrospettivamente, mi sembra chiaro che quest’omicidio costringe a fare i conti con tutte le frasi infelici che da anni vengono pronunciate durante le manifestazioni neonaziste. Questa insistenza sul tema del popolo tedesco – Deutsche Volk – e su tutta una retorica che lo riguarda,non è stata sufficientemente compresa nella sua gravità, in particolare da Erika Steinbach (a capo della fondazione Desiderium Erasmus, fondata dall’Afd,e in precedenza parlamentare della Cdu/Csu, ndr), che sulla sua pagina Facebook non ha mai colto la pericolosità degli attacchi che venivano rivoltia Luebcke». Vede una responsabilità politica precisa di Erika Steinbach? «Sì, non solo sua, anche di altri, che hanno preferito circoscrivere questo episodio a un caso di criminalità isolato e non cogliere la portata dell’odio da cui proveniva. Un odio nato e alimentato in un milieu smaccatamente neonazista, dai membri di Combat 18 (1 e 8, le iniziali di Hitler), fino agli estremisti da stadio e altre formazioni chiaramente ispirate al nazionalsocialismo». Crede che il governo tedesco abbia colto la portata della situazione? «Personalmente sono abbastanza irritato dal fatto che i vertici del governo abbiano usato dei toni molto trattenuti su questo caso. Merkel e altri politici hanno naturalmente condannato la cosa e ricordato la statura di Luebcke, ma la dimensione politica, il fatto che abbiamo assistito a un salto di qualità della violenza da parte della destra radicale non è stato colto a sufficienza».
 
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