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Dundar: Imamoglu è solo il primo passo, l'era del Sultano sta per finire

Monica Ricci Sargentini, Corriere della Sera, 25 giugno

Redazione InPiù 28/06/2019

Dundar: Imamoglu è solo il primo passo, l'era del Sultano sta per finire Dundar: Imamoglu è solo il primo passo, l'era del Sultano sta per finire L’elezione a sindaco di Istanbul di Imamoglu è solo un primo passo per la fine del sultanato di Erdogan. E’ ottimista lo scrittore turco Can Dundar; l'ex direttore di Cumhuriyet, 58 anni, in esilio in Germania dal 2016 intervistato da Monica Ricci Sargentini per il Corriere della Sera del 25 giugno, vede finalmente la possibilità di un cambio di rotta per la Turchia.  «Imamoglu ha vinto grazie ad Erdogan, la gente è stanca delle sue aggressioni». Un candidato semisconosciuto ha guadagnato 550 mila voti in meno di tre mesi, come ha fatto? «Il paradosso è che oggi Imamoglu è come era Erdogan 25 anni fa quando diventò sindaco di Istanbul e la gente si innamorò di lui. Allora chiedeva uguaglianza, giustizia e par- lava con tutti ma oggi è diventato un tiranno chiuso in un palazzo lussuoso. È lontano dalla gente. Un sultano. Imamoglu è diventato la nuova speranza, difende le persone povere. Promette trasporti, acqua, cibo. La stessa motivazione che aveva Erdogan nel 1994».  Tuttavia l’Akp ha ancora il potere. Le prossime elezioni sono nel 2023...«Ora che hanno perso Istanbul non si potrà evitare un’elezione anticipata e Erdogan lo sa. Perché chi perde Istanbul perde tutto. Io penso che tra un anno si andrà a votare. Non si può aspettare il 2023. È impossibile, c’è troppa instabilità. Finora non c’era alternativa, ora c’è Imamoglu».  All’indomani della vittoria dell’opposizione è iniziato il processo contro 16 persone accusate di aver fomentato le proteste di Gezi Park per rovesciare il governo. Lei è uno degli imputati. «C’è una connessione tra la vittoria di domenica e la protesta di Gezi Park. Non a caso Erdogan, attraverso il suo ministro dell’Interno, ha accusato Imamoglu di voler imitare Gezi Park. La protesta di quei giorni è stata il più grande incubo del presidente e ora si è materializzata nelle elezioni in cui lui è stato battuto dalla gente. Il processo è la sua vendetta. Ma non durerà». 
 
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