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VeritÓ: la prepotenza fascista sta rialzando la testa

Michele Smargiassi, Repubblica, 24 aprile

Redazione InPi¨ 26/04/2019

Annunziata VeritÓ Annunziata VeritÓ Il 12 agosto del 1944 Annunziata Verità, che oggi ha 93 anni, scampò alle pallottole del plotone di esecuzione che le forarono le braccia, poi al colpo di grazia che le strisciò soltanto la tempia. Si finse morta, sotto quattro cadaveri. Così, quando vennero per seppellirla lei non c’era più. A Faenza molti conoscevano la storia della partigiana resuscitata, ma solo pochi mesi fa, dopo 65 anni, Nunziatina si è decisa a raccontarne tutti i particolari a un ex giornalista dell’Unità, Claudio Visani, e lui ne ha tratto un libro, “La ragazza ribelle”, che è un po’ anche una parabola sull’Italia post-fascista. Michele Smargiassi, di Repubblica, l’ha intervistata alla vigilia della Festa della Liberazione. Lei crede ai miracoli? «Ma quale miracolo. Il miracolo me lo feci da sola. Ero terrorizzata, assordata dallo sparo, ma mi sono arrangiata, ho tagliato la corda ai polsi coi denti, me ne sono rotto uno a forza di mordere, ho attraversato il fiume e mi son nascosta nel granoturco. Quelli della brigata nera avevano capito che ero andata per di là, ma non si volevano bagnare le scarpe, tirarono solo qualche raffica di mitra a caso fra le piante e se ne andarono». E dopo? «Sono stata in montagna coi partigiani di Corbari. Gli ultimi mesi prima della Liberazione li ho passati nascosta dalle suore, io, comunista…». Dopo la guerra, i suoi fucilatori furono processati ma se la cavarono. «Sono stata testimone in ventidue udienze. Ho avuto anche delle minacce. Quello che prese di più fece sette anni, qualcuno niente. Io quella storia dell’amnistia non gliel’ho perdonata, a Togliatti». Lei ha vissuto il ritorno alla democrazia, le è piaciuta quella Italia? «No. Abbiamo dimenticato cos’è stato il fascismo, non lo abbiamo fatto studiare ai giovani. I professori ci vanno troppo piano. Così il germe è rimasto». Che cos’è il fascismo, Nunziatina? «Prepotenza. Ma abbiamo vinto noi. Non doveva più esistere». Invece…«Rialza la testa. Lo so, le vedo le notizie. Io non so come fa un ragazzo a diventare fascista oggi». Ci va a votare? «Mai mancata una volta. Ma la politica di oggi non mi piace. Quelli della mia parte mi fanno arrabbiare, litigano, si dividono, se facevamo così noi c’era ancora il fascismo».
 
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