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Dundar: Il Sultano è al capolinea. Ai turchi non basta più l'Islam

Marco Ansaldi, la Repubblica, 3 aprile

Redazione InPiù 05/04/2019

Dundar: Il Sultano è al capolinea. Ai turchi non basta più l'Islam Dundar: Il Sultano è al capolinea. Ai turchi non basta più l'Islam «Il vento nuovo dalla Turchia? È  arrivato fin qui, in Germania, nel nostro esilio. È forte. E lo sentiamo bene». E’ a Berlino Can Dundar, l’ex direttore del quotidiano laico  Cumhuriyet imprigionato per i suoi articoli, fuggito da Istanbul dopo quasi cento giorni di carcere inseguito da Erdogan che lo voleva rinchiudere di nuovo nonostante la libertà datagli dall’Alta Corte, ha appena inaugurato una nuova avventura editoriale. Lo ha intervistato Marco Ansaldi per la Repubblica del 3 aprile. «È un’emittente che abbiamo chiamato Ozgur Radyo, Radio Libera. Una radio dell’esilio, messa online, partita con le trasmissioni a marzo. Ne siamo molto felici, la risposta da parte degli ascoltatori è buona. Abbiamo coperto l’intera notte delle elezioni amministrative di domenica scorsa e ora ci prepariamo a seguire la fine dell’era di Erdogan». Addirittura. Ma non è ancora presto per dichiarare il Sultano a fine corsa? «Per nulla. Però starà a lui decidere il come. So che ci sta pensando da due giorni, dopo la bruciante sconfitta elettorale. Dipende se vorrà adottare una politica più aggressiva, o se dimostrerà di avere ricevuto il messaggio inviatogli dagli elettori, scendendo a più miti consigli e facendo concessioni all’opposizione che ha vinto nelle grandi città». Però Erdogan sta resistendo in tutti i modi: ricontando le schede, non permettendo che la vittoria dei partiti laici venga dichiarata ufficialmente. E poi, non ha forse vinto su base nazionale ottenendo il 44 per cento dei consensi? «Certamente. Tutto questo è vero. Quello che intendo dire è che è l’inizio della sua fine. Io non credo che, come ha detto, bisognerà aspettare altri 4 anni prima di nuove elezioni. I leader dell’opposizione, con la crisi economica che c’è, ora le pretenderanno prima. Fossi in loro non aspetterei. E allora il potere del Sultano è segnato». Lui stesso dice che ora comincia “un’era di cambiamento”. E i suoi fedelissimi sostengono che chi pensa alla sua fine esprime solo un desiderio. «Ovvio, che altro dovrebbero dire? Erdogan adesso individuerà un colpevole della sconfitta, e lo sacrificherà». 
 
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