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Lessig: il web è diventato un impero votato al controllo

Jaime D'Alessandro, Repubblica, 22 marzo

Redazione InPiù 22/03/2019

Lawrence Lessig Lawrence Lessig Giurista, accademico, saggista e persino attivista politico. Ma la carriera di Lawrence Lessig, 58 anni, è legata soprattutto al web. O meglio, a quello che era il web prima dell’avvento del social network. Oltre ad essere professore di legge alla Harvard Law School, è il fondatore dell’associazione Creative Commons che ha tentato di riformare il diritto d’autore. Assieme a Joi Ito, che dirige il Media Lab del Mit, è uno dei paladini della neutralità della Rete e fra i teorici più rispettati quando si parla di digitale. Jaime D’Alessandro l’ha intervistato per Repubblica. Cosa è diventato il web? «Qualcosa di radicalmente differente rispetto a quel che ci aspettavamo dieci anni fa. Per due motivi. La Rete era una piattaforma senza censure e senza mediazioni, a tutti gli effetti una rivoluzione, nessuno però all’epoca riuscì a prevedere che si sarebbe trasformata in uno strumento per diffondere disinformazione e propaganda politica su scala così vasta». E il secondo aspetto? «È il più importante: la pubblicità. In quegli anni Facebook l’aveva introdotta da poco, Google si limitava ad annunci di tipo tradizionale. Ma la competizione fra i due colossi ha iniziato a prendere la forma di una sorveglianza di massa sugli utenti con la raccolta e l’analisi di enormi quantità di informazioni su metà della popolazione terrestre, fino ad arrivare al sistema attuale. Non sto parlando della privacy, quella è quasi irrilevante. La vera questione sta nel poter misurare, predire e indurre comportamenti senza che le persone nemmeno se ne accorgano. Dunque la Rete, che era una piattaforma senza censure, si è trasformata in un mezzo per esercitare un potere immenso di controllo votato alla pubblicità».
 
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