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Jo Johnson: Scelgo l'Europa contro mio fratello Boris e May

Antonello Guerrera, la Repubblica, 12 marzo

Redazione InPi¨ 15/03/2019

Jo Johnson: Scelgo l'Europa contro mio fratello Boris e May Jo Johnson: Scelgo l'Europa contro mio fratello Boris e May «La Brexit mi ha fatto ribellare  per la prima volta nella mia vita». Mentre Theresa May vola a Strasburgo per cercare un accordo in extremis con le autorità europee, il pacato Jo Johnson, 47 anni, ci racconta a Westminster la sua battaglia contro la Brexit della premier, «il peggiore dei mondi possibili», che oggi torna in Parlamento dopo il massacro politico del 15 gennaio. Eppure Jo non è un “Brexiter”. Quello è suo fratello maggiore Boris, 54 anni, l’ex sindaco di Londra con la zazzera d’oro che vuole fuggire dalla «mostruosa» Unione Europea. Jo Johnson invece ha «studiato a Bruxelles, fatto il corrispondente del Financial Timesda Parigi» e ha il “sangue blu” come la bandiera dell’Ue e come sua sorella giornalista Rachel, che qualche giorno fa a 53 anni si è spogliata in diretta tv in nome dell’Europa. «L’Ue non ci è mai stata ostile», spiega Jo intervistato da Antonello Guerrera per la Repubblica del 12 marzo. «Anzi, eravamo nelle condizioni perfette per rimanere». La dinastia dei Johnson — il padre Stanley, scrittore, ex parlamentare europeo, la madre artista Charlotte Wahl tormentata da problemi psichici e l’altro figlio, il taciturno Leo — è una piccola famiglia Winshaw ai tempi della Brexit. E Jo Johnson incarna il dilemma interiore di un uomo, di un fratello e di un politico nel Regno Unito di oggi: parlamentare conservatore ma moderato e ultra-europeista, si è dimesso lo scorso novembre da ministro dei Trasporti perché l’accordo May è «degno della crisi di Suez». La prima ribellione della sua vita, appunto. E oggi che cosa voterà in Parlamento? «Ancora contro l’accordo May. È un piano inaccettabile. Ci renderà tutti più poveri, non avremo più voce in capitolo nelle decisioni di Bruxelles e potremmo rimanere “intrappolati” nell’Ue. Un’estensione della scadenza del 29 marzo sarebbe inutile senza un’alternativa».
 
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